23 marzo 2007

La posta di Ovvero

Care lettrici, ma soprattutto carissimi lettori, inauguro oggi una rubrica assai strampalata: la posta del cuore. Su qualsiasi giornale più o meno scandalistico potete trovare pagine e pagine di consigli, di missive scritte da gente insicura sulle questioni più banali o importanti della loro vita. Ebbene, io mi sento di fare qualcosa di diverso: siccome i visitatori di questo blog sono tantissimi (per uno che conta fino a cinque lo sono), sarebbe assai improbabile mettere in piedi una rubrica che si fermerebbe al primo incerto ma coraggioso lettore.
Allora che fare? Mi invento le lettere, seguendo i miei più strampalati ragionamenti, un po' come la posta di quel giornaletto per adolescenti pieno di adesivi e mini poster, Cioè: tipo, caro Cioè, ieri ho preso in mano le mutande del mio fidanzato, posso essere incinta ora? Ecco allora la posta di Ovvero. Poi se qualcuno ha realmente bisogno del servizio, sfrutti come sempre la casella di posta elettronica qui a lato. Semplice no?
Allora arriviamo alla prima lettera arrivata in redazione.

Carissimo Blasphemo,
Sono Clemente, un ragazzo ultracinquantenne molto moderato. Qualche tempo fa ho incontrato un ragazzo in discoteca che mi piace molto, abita vicino a me e non mi sembra poi così banalotto come alcuni che ho conosciuto finora. Ci siamo dati appuntamento l'altra settimana per rivederci, poi una rapida e imprevista influenza mi impedisce di rivederlo. Io non insisto nel farmi sentire troppo, in questo periodo mi sento molto apatico, non so cosa mi allontani da lui dopotutto. Ieri sera mi ha mandato un sms e mi a chiesto nuovamente di uscire. Che faccio? Grazie in anticipo per la risposta.

Caro Clemente, anzitutto "mi HA chiesto" si scrive con l'h davanti. Che dire in merito a questa questione: provaci, tentar non costa nulla, non rifiutare il suo invito. A quanto pare o sei timido oppure non ti lasci andare così facilmente in un rapporto, non ti fidi nonostante le apparenze. Cerca di dare qualche chance in più alla gente.

15 marzo 2007

Dedicato

Questa settimana di isolamento forzato finalmente è passata, l'influenza se n'è andata anche se qualche strascico l'ha lasciato. Di facce ovviamente ne ho viste un gran poche, eccetto quell'uscita forzata da casa per la visitina dei ladruncoli e mia madre che ha varcato la soglia un paio di volte nient'altro. Le uniche cose che mi hanno legato al mondo esterno erano TV e radio, purtroppo internet non l'ho ancora messo e ho pubblicato questi ultimi tre post tutti assieme. Tra i due mezzi di comunicazione prediligo la radio, condivido l'idea espressa da Finardi in una sua vecchia canzone che con essa si possa instaurare un rapporto diverso, più intimo. Tra i programmi di Capital e Deejay che seguo con più passione ne ho scelto uno, veramente speciale: Pinocchio.

In onda dal lunedì al venerdì dalle 17, per due ore La Pina e Diego intraprendono i discorsi più disparati con gli ascoltatori a parer mio in un modo piacevole ed esilarante; le due nonne (così si chiamano a vicenda) elargiscono consigli in merito ai problemi/dilemmi delle galline (il pubblico radiofonico) fedeli al programma; tra le rubriche più o meno fisse, l'almanacco, il meteo, la rubrica a casaccio che vive solo per la sigla (The show must go on di Milva), il matrimonio falso, i programmi televisivi della serata. Il programma non segue regole fisse, La Pina non disannuncia alcun disco, sfora i tempi radiofonici senza alcun pudore, rivendica ad esempio le proprie improbabili capacità con le piante, rallegra gli ascoltatori con il famosissimo verso del koala. Dall'altra Diego riesce a dare quel tocco trashic alle due ore di diretta, riporta le notizie più inutili, non perde occasione per far sfoggio delle proprie doti canore, il tutto strizzando l'occhiolino al mondo gay. Insomma, una fantastica coppia alla Will&Grace dell'etere.
Nonostante la mia salute traballante, hanno saputo come sempre tenermi compagnia in grande stile, non vi dico quale sensazione si prova a ridere e tossire tirando su l'anima contemporaneamente. Siccome non leggeranno mai un mio messaggio in diretta ho deciso di dedicare loro un post, soprattutto perché hanno saputo a volte "farmi perdere" e si meritano una menzione d'onore. Grazie GALLINE!

11 marzo 2007

In un qualsiasi film di Vittorio De Sica

Questa mattina mi sento veramente indolenzito, come se avessi preso botte ovunque (la febbre fa miracoli). Drin. Il campanello, alla porta c'è la mia pro-zia che mi racconta di un fatto veramente insolito: qualcuno ieri s'è intrufolato dentro il nostro ripostiglio. Io prendo la giacca, raccolgo col cucchiaino le energie sparse per casa e vado a vedere: il vetro della porticina che da' sul retro rotto, un paio di cassetti aperti, il bidone della spazzatura un po' spostato e nulla più; nient'altro, nessun furto. Forse credevano di ritrovarsi nel rustico della casa accanto (visto che il nostro ripostiglio resta distante dalle nostre case), o forse era tutta una bravata: la sera prima una delle mie vicine di casa deve aver visto qualche ragazzino aggirarsi da quelle parti e, alla richiesta di allontanarsi, ha ricevuto una giustificazione farfugliata e insensata. Mi aspettavo di ritrovarmi un sit-in leghista contro i soliti extracomunitari entro breve, ma scopro invece che erano italiani, dalla descrizione sommaria dei ragazzini che non superavano nemmeno i quindici anni.

Sono destinati al carcere questi personaggi ora che Amici sta per finire? Lo Stato non c'è più (e nemmeno Maria De Filippi).

Chi lo sa che faccia ha
chissà chi è
tutti sanno che si chiama Lupin
Era qui un momento fa
chissà dov'è
dappertutto hanno visto Lupin

07 marzo 2007

Nonna Papera

Cari signori e signore siamo qui riuniti questa sera per assegnare un'onoreficenza: il premio Nonna Papera, l'oscar 2007 al single sfigato dell'anno.

The nominees are:

- Don Camillo
- Don Lurio
- Don Bachi
- Blasphemo

And the oscar goes to....

Blasphemo!

Le motivazioni sono: grande esperienza in merito, ottima interpretazione nella suo ultimo film "mi becco l'influenza e gli do' buca".

02 marzo 2007

La filanda (riscopri la Milva che c'è in te)

A cena mi sono visto alcuni episodi di Will&Grace prima serie che non avevo ancora guardato; tra i dolori di pancia provocati dalle grasse risate, nella puntata "il compleanno di Will" quel bell'uomo rifletteva con Grace dell'unico pelo grigio che aveva trovato sul torace, un segno del tempo che passava insomma.
E' già qualche giorno che mi gira in testa questa riflessione: sarei veramente curioso di vedermi tra una decina d'anni, quando rimpiangerò questa sera passata ad immaginarmi magari con cinque/sei chiletti in più e un imbruttimento generale. Uno dei miei maggiori stimoli ultimamente è il bello e aitante nuotatore di nome Alessandro, che proprio un pischello non é; mercoledì sempre in piscina c'era nella mia stessa corsia un uomo, un po' più "compatto" ma con tutte le robine a posto e anch'esso non aveva l'aria da fan di Miguel Angel Munoz (piuttosto di Luis Miguel).
Ebbene, tutti questi bei uomini, che insieme fanno non meno di 90 anni, sicuramente hanno centrato la questione. Sono un eterno adolescente che non vede l'ora di mollare lo scooter per la Panda della mamma o il buon vino non è novello?

Riflettiamo:

non porto i jeans col cavallo alle caviglie, non passo ore a scaricare hit di Avril Lavigne da internet; guardo Amici, ma mi risveglia alcuni sentimenti d'adorazione che ho sempre avuto guardando qualcuno che sa ballare (eppoi tutte quelle polemiche mi stancano...uff...); quando vado per locali mi diverto un sacco, ma a certi orari mi mettono quella musica troppo pum pum che mi scassa i cabbasisi; adoro l'ultimo singolo di Tracey Thorn, ma perché sembra estratto da un album degli Human League del 1981; il massimo della goduria in solitudine è un libro in mano e un cd di musica elettronica in sottofondo; confesso, tra i miei preferiti di Sanremo c'è Amalia Gré, Silvestri ma soprattutto Milva; poco fa ho rimproverato mia madre al telefono perché si sta ammazzando dal lavoro.

L'unica effetto di questo pensiero che mi può preoccupare è il rischio di prendermi troppo sul serio, ovviamente queste sono fantasie e devono rimanere tali. Per il resto nessun pericolo, anche Milva lo pensa: the show must go on.

Trovati un uomo Will...e sbrigati...insomma hai già fatto pratica col cane!

26 febbraio 2007

Disco labirinto

La sensazione di eccitazione era abbastanza forte: ne era passato di tempo e l'attesa, si sa, non fa altro che aumentare il desiderio. Detta così, sembra che non facevo quella cosa lì da un po' di tempo (si, proprio quella); in realtà, caro lettore maliziosetto, mi sto riferendo a qualcos'altro.

Ero un po' a pezzi, la stanchezza che mi aveva preso a metà pomeriggio non mi ha mollato fino alla doccia fatta prima di uscir di casa; caffè al solito bar e poi mi sono immerso insieme agli altri in quella bolgia. E' rincuorante accorgersi che ogni volta, anche a distanza di tempo, sia tutto uguale: uguale la musica, uguale la gente (cambiano gli attori ma le parti sono sempre le stesse), uguale le modalità di sviluppo della serata; ad un certo punto però, forse complice la musica pum-pum che arriva puntuale intorno all'una e mezza o l'ennesimo colpo di sonno, tutto ha cambiato volto: il mio cervello ha completamente isolato alcuni aspetti.

Mi trovavo in un luogo molto affollato dove la sola musica è il silenzio e le luci non erano colorate perché le immagini che vedevo erano in bianco e nero.

Un po' come recita la canzone dei Subsonica, c'era una discoteca bianca senza luci colorate grande un centinaio di chilometri dalla quale non è possibile uscire. Casualità volle che in quel momento ero solo perché i miei amici (single e non) si erano dispersi nelle due sale, ho rivissuto sensazioni già provate in passato, quando affrontavo per la prima volta certi ambiti ludici.
Fatto sta che per tutto il resto della serata m'ha preso quella non-voglia difficile da scacciare. Poi quando ad un certo punto, un losco (ma carino) figuro mi si è avvicinato in un modo assolutamente insolito, io ho continuato a vedere tutto in bianco e nero. Pure lui.

Ecco che stamattina, ricordandomi tutto, m'è ritornata in mente la malinconia latente dei momenti più felici di cui parla questa vecchia canzone...

Il fetido cortile ricomincia a miagolare
L’umore quello tipico del sabato invernale
La radio mi pugnala con il festival dei fiori
Un’angelo al citofono mi dice vieni fuori

Giù in strada per fortuna sono ancora tutti vivi
L’oroscopo pronostica sviluppi decisivi
Guidiamo allegramente è quasi l’ora delle streghe
C’è un’aria formidabile le stelle sono accese

[...]

Così ci avventuriamo nella Roma felliniana
Equilibristi in bilico sul fine settimana
E sulle immagini di sempre nei discorsi e nei pensieri
Dilaga anacronistica la musica di ieri

Malinconia latente nei momenti più felici
Abissi imperscrutabili le donne degli amici
E questa storia imprevedibile d’amore e dinamite
Mi rende tollerabile perfino la gastrite

Sergio Caputo > Un Sabato Italiano (1983) > Un Sabato Italiano

24 febbraio 2007

L'endecasillabo della politica

Tanto per annoiare, mi trovo nuovamente obbligato a dire che ieri sera ho seguito le Invasioni Barbariche (...e sai che novità).
La prima intervista, quella a Nichi Vendola, mi ha colpito molto. Ammetto che questa persona mi ha sempre colpito, ancor di più nelle vesti da politico, meglio ancora se poeta.

La politica ha bisogno di un contatto con la vita

Lì per lì sembra una banalità, demagogia allo stato puro, cavallo di battaglia di un qualsiasi berlu-populista: solitamente però si sente parlare della gente, e non della vita; trovo veramente geniale questa sottile differenza.

Trovo Nichi Vendola un uomo antistorico catapultato nel mondo moderno, che risulta l'anello di congiunzione tra il Festival di Sanremo e i rigassificatori; un uomo che rende poetica la politica, capace di dare nuovamente dignità ad una passione prestata a professione che ormai a poco a che fare con il pragmatismo.
Vedere un uomo che riesce a sciorinare un fiume di parole sulla pace così come per le lucertole mi affascina; mi affascina ancor di più vederlo convinto della propria fede religiosa e soprattutto dell'amore per la madre. Mettere a nudo le proprie paure passate e presenti lo rende a mio parere un politico sopraffino.

In questi giorni la politica ha offerto e continua ad offrire spettacoli indecorosi: se mi riduco io stesso a dirlo, vuol dire che si sta veramente toccando il fondo. Questa intervista mi fornisce ancora una speranza: la speranza di un'altra politica, che ha radici nel passato ma proiettata al futuro.

19 febbraio 2007

Macedonia

Rieccomi. Un po' assonnato, ma ricco di spunti per questo post, emozionalmente parlando a metà tra la fiducia e il torpore. Andiamo per ordine.

Venerdì sera ho avuto la riprova che L. sia un ottimo ragazzo, una persona con cui è sempre gradevole chiacchierare e, perché no, fare le sceme. E' veramente sorprendente quanto io sia bravo a trovarmi degli amici con cui ho un feeling strepitoso: visto il periodo di vacche magre, ecco nascere il pensiero demente "ma potrei mai farci una partita a scacchi su una spiaggia assolata"? Poi mi rendo conto che qui il mare non c'è e la provocazione svanisce anche con la consapevolezza di non avere le basi per poter fare una partita a scacchi: non c'è pericolo, non provo attrazione fisica per lui.

Ieri è stato il giorno degli eccessi. Sonno eccessivo, visione eccessivamente incentivante, eccessiva legnosità. Sono convinto che il mio sonno non è dovuto all'uscita serale di sabato all'Elephant, bensì ad una mancanza di certi stimoli; stimoli risvegliati il pomeriggio seguente da Alessandro: non è solo una questione fisica, che quel bel nuotatore sia attraente è assodato da tempo e ne avevo già parlato, ma sono convinto che sia una persona veramente interessante.
La soddisfazione è completamente svanita in serata: ho incontrato un ragazzo grazie al passaparola, e posso dire che il leit motiv della serata è stato: giochiamo a chi è più scontato e banale? Mi sono bastati tre minuti tre per sgonfiarmi del tutto, non per colpa sua, per carità ognuno è fatto a suo modo e F. è un bravo ragazzo, ma trovare qualcuno che possa intavolare discorsi un po' più stimolanti è assai difficile. Risultato: il sonno m'è tornato e credo di essere stato un po' cafone per averlo riportato a casa anzitempo (23.20 è troppo presto per una domenica sera?). Consoliamoci oggi con la registrazione di Amici, così almeno posso veramente toccare il fondo con la consapevolezza che Santo non è più tra i partecipanti da lungo tempo.

Santo, dove sei?

13 febbraio 2007

Desperate...

Dunque facciamo il punto:
1) Il ritorno al lavoro è stato traumatico, avessi un attimo di respiro
2) La salute è ancora traballante
3) La sorellona domenica mi ha assillato ben bene
4) Avete presente l'albume montato a neve? ecco...quello è il mio stress
5) Non ho tempo per respirare, nemmeno per scrivere quattro righe sul mio blog

Giusto una settimana fa una persona mi ha fatto gentilmente notare che ero arrabbiato. Moooolto arrabbiato. E' grave secondo voi quando sei arrabbiato e nemmeno te ne accorgi? Pensandoci è veramente un bene che abiti da solo, altrimenti avrei già scelto un capro espiatorio (e anche una capra, come diceva la Valeria Marini guzzantiana). In questo periodo mi sento un po' Bree Van De Kamp di Desperate Housewives...da ricovero.

Io me la magnerei quella mela!

Fonte foto: www.linternaute.com

06 febbraio 2007

La lontananza

In questa settimana di lontananza (o quasi) dal mondo intero a causa dell'influenza, ho avuto ovviamente molto tempo per leggere, ascoltare, guardare, dormire, star male, tossire e starnutire. Anzichè fare un post per ogni giorno, ho deciso di fare un mega post contenente delle mini-riflessioni quotidiane.

Giovedì 25/01
Una notizia buona e una cattiva: niente Helicobatter pilori nel mio stomaco, c'è invece uno stato influenzale sempre più dilagante. Al calar delle tenebre, la mia febbre sale. Stress?

Venerdì 26/01
Il quinto giorno, domenica, si mise a piovere forte. Mi piace quando piove forte. E' come essere avvolti da un rumore indistinto, continuo, che mi ricorda il silenzio ma non è vuoto come il silenzio.

Sabato 27/01
Mi arriva un sms: se fossi stato in salute, avrei avuto la possibilità di conoscere un amico di un amico che diverso tempo fa mi aveva "incuriosito". Siccome sono una persona molto curiosa, questa notizia mi ha un po' smontato.
Poi ho letto un articolo di Umberto Galimberti.

Acceso o spento che sia, il telefonino non dà scampo. [...] Non abbiamo più tempo per pensare le nostre risposte perché dobbiamo darle subito e di corsa, per iscritto o a voce. Non abbiamo più la possibilità di interiorizzare i nostri amori perché, se non chiamano o non rispondono, è già subito abbandono. Non sappiamo più stare presso di noi neppure per brevi attimi, e così la nostra interiorità si impoverisce.

Ho pensato alla mia giornata senza il cellulare e, in particolare, senza quel messaggio. Non sono poi così povero ora.

Domenica 28/01
Messaggio divino? Il mio cellulare cade dritto dritto nella tazza. Del cesso.

Martedì 30/01
Mal di testa. Mal di testa! Buon segno...sto tornando sano.

Giovedì 01/02
Giornata radiofonica. 25 anni di Deejay...e musica del 1982. Accompagna la mia ennesima giornata di riposo. Auguri Deejay.

Venerdì 02/02
Fare il casalingo non fa per me, o meglio fare una vita completamente casalinga. Adoro la mia solitudine tra coperta e ciabatte, ma dopo una settimana di completo isolamento ho una voglia tale di uscire da queste mura dalle tinte brillanti. E mi vedo pure trasandato davanti allo specchio.

05 febbraio 2007

Ecciù

Salute! Grazie.

24 gennaio 2007

In piedi

Se si è capaci di uscire da alcune esperienze in piedi ma con le ossa rotte, si deve comprendere che è già un traguardo quello di esserne usciti in piedi.

Non riesco a comprendere se questa affermazione abbia un tono ottimista o pessimista. Purtroppo non è sempre positivo che ci si rompa le ossa! Mah.

20 gennaio 2007

La mia non è fame, è più voglia di...

Certe volte mi pento.
Mi pento di aver fatto l'unica mia iscrizione ad uno di quei siti, si proprio quelli in stile "cerco anima gemella" oppure "cerco un buco". A suo tempo, ossia alcuni anni fa, questa cosa la sentivo abbastanza necessaria, soprattutto per la mia totale inesperienza in certi ambiti e con certa gente.
Grazie a questo mezzo ho trovato la mia strettissima cerchia di amici, e ne vado fiero.
A casa non ho internet e mi organizzo per post su questo blog e occhiate a questo sito con mezzi altrui. Ebbene, oggi ho letto un messaggio lasciatomi nella casella...credo sia uno dei più originali:

Ciao,
ti va un´esperienza con un rosso?
Per me si tratta della prima volta!

Resta da capire:
a) Chi è il rosso?
b) Ma il rosso è comunista?
c) Ma il rosso è lui o un terzo? Un triangolo?
d) La prima volta è con un rosso o è più generale?

Dopo quello che mi chiedeva di sedurlo imparando la tecnica dell'ipnosi, questo ha la palma come migliore annuncio.

17 gennaio 2007

Fa chic

Certe volte penso a quanto tempo potrei risparmiare se non avessi cura del mio corpo. Insomma, se non assomigliassi di più a Cristiano Malgioglio Valeria Marini piuttosto che a Franco Califano.
Ci vuole tempo per mantenere la forma in piscina, ci vuole tempo per decidere cosa mettersi per un'uscita serale qualsiasi. E la rasatura dei capelli ogni settimana, dove la mettiamo? E magari qualche peccato di pelle da estetista, creme profumi o affini.
Non sarei più me stesso.
Del resto non riesco nemmeno a risparmiare tempo per la cura di cervello e cuore. Come potrei fare a meno di un bel pezzo musicale, di un passo di un libro interessante o di un sorriso? Maquillage interiore, chiamiamolo così.

...ma non ci sto in un mondo boutique

Naaaa, forse un po' ci sto, senza esagerare. Un pochino, ma me ne vanto (che checca).

Possibile che Valeria Marini ci metta due ore per completare il trucco? Certe notizie ascoltate alla radio mi sconvolgono.

15 gennaio 2007

Chicco, dove c'è un bambinone

Nonostante non mi sentissi proprio in forma, sabato sono tornato a Brescia all'Out. E' stato un piacere ritornarci a distanza di tempo, la serata s'è confermata assai gradevole.
La novità della serata è stato un incontro del tutto inaspettato...tranquilli non ho trovato il principe fucsia: semplicemente ho rivisto un mio ex che non beccavo da oltre un anno e mezzo; anzitutto la sorpresa, non è un tipo che ama le discoteche e vive di pane e concerti rock, ma del resto se vuoi rimorchiare e non hai internet le alternative sono poche.
Ammetto che in quanto a bellezza è stata sicuramente la mia scelta migliore, ma per qualche altro motivo mi pento ancor oggi di aver trascorso con lui un paio di mesi della mia vita.
Ci fermiamo a chiacchierare, io lo aggiorno sui miei cambiamenti, lui mi parla della sua recentissima dichiarazione ai propri genitori: mi accenna al fatto che non l'hanno presa affatto bene, ma subito dopo cambia discorso. E fin qui tutto bene, se non fosse che riesce a scroccarmi una uscita: vabbé, archiviamo due ore future della mia vita alla voce beneficenza.
Alle 5 esco dal locale, con la stanchezza che si fa sentire ma l'umore a mille, mi accorgo che sul mio cellulare ci sono 7 chiamate non risposte e tre messaggi. Indovinate chi era? Proprio lui, mi cercava disperatamente con testuali parole:

Non ti ho più visto..pensavo fossi andato via..Non merito nessuna attenzione da parte tua...Ti chiedo solo un favore! Vorrei dormire lontano da casa..Lo so ho casina mia..Ma sono tutto solo..Hai un posto in più da te?

Il viaggio di ritorno a casa mia è lungo e all'ennesima chiamata rispondo: cerco di farmi spiegare le motivazioni, e mi viene detto che è tutta colpa di come si sono comportati i suoi genitori. Ma che vuole da me? Costui ha una casa propria che usa solo per portarci il ragazzo di turno, e perché non usarla anche stavolta? Perché si sente solo. Allora gli faccio notare ovviamente che il suo comportamento è infantile e che non può chiedermi una cosa simile; posso essere disposto ad una chiacchierata e che sta per l'ennesima volta mischiando la volontà di ribroccolarmi e una totale incapacità di prendere in mano la propria vita. L'incontro scroccato è confermato per ieri, io riesco a rimandarlo a stasera per fare in modo che possa recuperare le energie dopo il sabato danzereccio e qualche minuto fa mi manda quest'altro sms:

Ciao..Questa settimana ho la sveglia sempre alle cinque e trenta..Meglio rimandare a sett. prossima

Scusate...qual'era l'urgenza?

12 gennaio 2007

Meteo realtà

Oggi il sole splende sulla pianura padana. Un vento caldo ha spazzato via tutte le nuvole, il tepore scalda le ossa. Chissà perché a me il vento fa riaffiorare una sensazione d'attesa continua, a tratti snervante. Dovrei essere contento del fatto che oggi la nebbia non c'è, ma la speranza o il sentore di un temporale imminente non mi rasserena, del resto sono mesi che non piove. Forse dovrei godermi la giornata di sole, forse dovrei rilassarmi un po' e lasciarmi cullare dal phon, scordando i temporali che aspetto da diversi mesi.

07 gennaio 2007

Teorema

Oggi è il 7 gennaio, in Lombardia iniziano i saldi. Di buon ora mi reco al centro commerciale più vicino a casa, cercando di evitare la ressa pomeridiana e anticipando l'arrivo dei barbari che lasciano dietro di sè morte, distruzione e taglie doppia XL.
Come al solito passo in rassegna tutti i negozi prima di decidermi su un capo, mi lamento per l'abbondanza del marrone (anche quest'anno, ahimé) e poi seleziono i vestiti più interessanti.
Capito davanti ad un negozietto piccolo, molto carino e con prezzi abbordabili; in un tentativo fallito di trovare qualcosa della mia taglia, indosso la metà dei capi presenti in negozio secondo questo teorema:

In un negozio di vestiti diffidare dalla commessa racchia che ti rifila qualsiasi cosa solo per farti uscire con le mani occupate dalle borse, affidarsi al commesso macho che semplicemente dispiaciuto ti saluta e ti rigrazia

Infatti in principio sono stato servito in modo eccellente da un idividuo che al mio personale esame d'ammissione avrebbe superato a pieni voti la prova: bello, gentile, fisicato ma soprattutto non opprimente. Vedendomi uscire senza passare dalla cassa mi ha salutato rammaricandosi della mancanza di taglie. Peccato sia uno dei pochi esemplari di piegamagliette etero.

06 gennaio 2007

Pino solitario

Finalmente. Il 6 Gennaio è arrivato, non ne potevo più. Archiviamo le feste del 2006 con un poco di soddisfazione e un infinitesimo di amarezza.
...E cosa si fa dopo le feste?? Si smontano tutti gli addobbi natali-zi. Ero talmente ansioso che oggi ho già smontato l'albero. Ma quant'è bello reimpacchettare tutto? A parte che ci sono i soliti problemi logistici quali:

1) Dove ho messo il sacchetto per le palline?
2) Dove posso mettere palline e il puntale nella nuova casa per evitare che si spacchino a luglio?
3) Dove ho messo la scatola dell'albero?
4) Ma soprattutto...perché l'albero smontato è sempre più ingombrante rispetto a prima delle feste? Non si riesce mai a rimetterlo nella scatola.

Non ne potevo più di vedere quel pino solitario in sala che mi regalava tanta tristezza; ricordo con dispiacere le ore impiegate per legare le palline in mezzo a quella foresta amazzonica; dopo aver chiuso la scatola oggi mi sono ritrovato un letto di aghi di plastica sul pavimento, pensavo fosse già carnevale.Poi ho visto il calendario, domani è domenica 7 Gennaio. E allora...shopping! (visto che ormai mi limito quasi ai saldi)

05 gennaio 2007

Fidate correnti

Le sue sono delle correnti a cui ci si può affidare. Avrei potuto perdermi anche nei suoi occhi ma lo sanno anche i sassi che purtroppo non subisco il fascino dell'azzurro.

Sto ascoltando: Ivan Segreto - Fidate correnti

Fonte Foto: sonybmg.it

04 gennaio 2007

Osare o non osare?

La mia cultura cinematografica è a un livello pari o forse poco migliore di quella per i libri. Negli ultimi periodi sto selezionando ciò che potrebbe essere gradito alla mia materia grigia.

Ebbene, ieri sera prima di dedicarmi ad una lettura pre-sonno (anche pro-sonno) ho dato un'occhiata distratta a questo film. Un film fatto bene e soprattutto con una trama decente. Non sono stato folgorato sulla via di Damasco, per carità, ma in qualche momento mi ha fatto pensare un po'.

Non sai cos'è la vera perdita, perchè questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso, dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto.

Credo che venga spontaneo a chiunque pensare se esista o ci sia mai stata nella propria vita una persona veramente importante. Analizzando i venticinque anni passati su questo pianeta, non mi sento di elevare nessuno a tale livello; sarà una analisi forse troppo cinica e selezionatrice, nella mia vita esistono diverse persone più o meno preziose, ma preferisco pensare che possa inciampare in qualcosa per cui un'eventuale perdita significherebbe molto. Visione pessimistica o ottimistica? Dipende. Intanto preferisco continuare ad amare me stesso (già è abbastanza complicato fare questo).

Sei terrorizzato da quello che diresti

...Perchè? Questa volta non sembravo così terrorizzato...

02 gennaio 2007

Un fiume caldo e limaccioso

U2 > How To Dismantle An Atomic Bomb (2004) > Sometimes You Can't Make It On Your Own

Tough, you think you’ve got the stuff
You’re telling me and anyone
You’re hard enough


Certe volte la vita gioca brutti scherzi, oppure siamo noi stessi a rovinarci con le nostre mani. Chiamiamolo pure destino. Oggi però ho capito che se ci dimenticassimo di voler bene alla nostra pellaccia smetteremmo di vivere continuando a sopravvivere. Sto dicendo delle ovvietà, ma provate a pensare quante volte a settimana vi viene in mente di farlo. Forse non è il caso di far rinsecchire le nostre radici.

28 dicembre 2006

L'anno che verrà

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

Lucio Dalla > Lucio Dalla (1978) > L'anno che verrà

Anzitutto 2006, ciao. Non cominciamo con le cafonate, del tipo che tra tre giorni prendi armi e bagagli e te ne vai. Sai benissimo che a me queste cose non piacciono, attento perché m'incazzo come col tuo amichetto 2000 che se n'è andato a far baldoria in montagna la sera del 31 e poi è scomparso nel nulla.
Nooooooo! Tzé. Io mica ti lascio andar via così, per chi mi hai preso? Anzitutto tengo a precisare che a me gli anni pari non sono mai stati molto simpatici; è anche vero che non mi hai creato danni così gravi da toglierti dalla rubrica del mio cellulare, ma in qualche situazione hai fatto il furbetto. Tipo: ti ricordi quella volta con F. intorno a maggio...ecco...secondo te era giusto che mi fidassi così tanto di lui? Ma insomma! Quando mi dici che mi lascio andare poco commetto uno sbaglio perché gli altri non si affezionano, in caso contrario mi prende la sindrome da mantide religiosa e ne faccio un sol boccone. Fatti i fatti tuoi la prossima volta!
Certo, ho anch'io le mie belle colpe. Esempio: gli amici di U.. Non li vedo più da settembre, sono stato stronzo perchè ho trascorso ventiquattro lunghi mesi molto divertenti e ricchi d'emozioni, ma da più di un anno non li sentivo più miei. E' forse un errore accorgersi di aver commesso uno sbaglio? O forse lo sbaglio non c'è, semplicemente la mia reale natura non sta bene con loro. Ecco, in questa cosa hai pienamente ragione, ma non ci posso far nulla, non mi puoi obbligare.
E poi: la prossima volta che mi inviti a cambiar casa, prima cerca di sincerarti che tutti gli imbianchini possano fare il loro dovere...a dovere; sono contento del tuo consiglio, finalmente mi sono realizzato in tal senso, ma che due palle! Tra maggio e luglio ho passato un periodo tremendamente stressante a causa tua...una buona parola col cugino destino non potevi metterla?
A proposito: cerca di portarti via tutti i tuoi malanni che mi hai sparso per casa quest'anno. Sono stufo di correre in farmacia per causa tua, eh! E la sciatica, e lo stomaco, e il ginocchio, basta! Senza dimenticare le innumerevoli faringiti. Mi raccomando, rimettere tutto in orine per il nuovo inquilino.
Sei stato però molto carino a farmi conoscere tutti i miei amici attuali. Con loro sto bene, mi raccomando non fare lo stronzetto col duemilasette e non riportare informazioni sbagliate.
Non ti montare la testa però...Prima che te ne vada, ricordati di portarti via Maurizio: mi fa pipì in giro per casa, s'è montato la testa e vuole rifare il suo Show, toglimelo dai piedi; lasciami la Daria e ridammi la Raffa, mi fanno tanto compagnia. E rimettimi a posto tutti i CD! Così ci faccio stare anche tutti i libri.
Adesso vai a prepararti per la noche vieja....e non ti riempire la pancia di cagatine...e poco alcool (fai come me)! Altrimenti dopo vedrai che fatica in piscina a buttare giù quei chili di troppo sulla tripa.

25 dicembre 2006

E se fosse il 25 Febbraio?

Sono le 20 del 25 Dicembre e il ciclone Natale è passato. Ma chi l'ha sentito? Io di certo no, come ho già detto il mio Natale 2006 non è attualità ma un ricordo; questo è stato un week-end un po' strano passato tra discoteche e ospedali (tranquilli, sono sano come un pesce lesso). Forse quello che m'è mancato di più rispetto al Natale reale di qualche giorno fa e al tanto desiderato spirito natalizio è il sentimento di unione...o forse c'era ma non l'ho vissuto nel modo corretto. Questo insolito giorno è terminato, tra pranzi sprint e lunghe chiacchierate, oggi era il 25 febbraio. Ad ogni modo, per credenti ed estimatori della festività, Buon Natale. Bah.

Passati che furono nove mesi laMadonna partorì in una Stalla, tra un bue e un asinello. E tale tradizione si è conservata attraverso gli anni, e ancora oggi le donne assistite dalla Saub partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni altro genere di animali. E fu così che nacque Gesù, detto il Salvatore, per gli amici Sasà. E amici, parenti e curiosi si recarono nella stalla a portare doni; pastori con gli agnelli sulle spalle, zampognari, bambini e giovinette attraversarono ruscelli di carta argentata e colline di cartapesta per vedere Gesù Bambino. Giuseppe accoglieva tutti sorridendo e la gente diceva: «Egli è stato toccato dalla grazia del Signore».
Ed ecco che bussarono alla porta della stalla. «Chi è?» chiese Giuseppe. «Magi». «Quelli del brodo?» «No, i Re!» E infatti, aperto che ebbe, vide i tre re magi: Gaspare, Zuzzurro e Baldassarre, con i loro tre cammelli Qui Quo Qua, coperti di
baldacchini, spade, denari, sette bello e primiera patta. Essi portavano in dono oro, incenso e mirra. «Che cos'è la mirra?» chiese Giuseppe. E Baldassarre disse: «Questo non l'ha mai capito nessuno».

Da "Parola di Giobbe" di Giobbe Covatta

22 dicembre 2006

Un senso

Ora che Piergiorgio Welby sta meglio spero che gli italiani possano dare un senso a questa vicenda, riflettendo sull'accaduto e comprendendo quanto sia importante per ognuno di noi affrontare certi temi.
Anzitutto spero che Pannella e Volonté non continuito da opposti fronti a parlare di eroismo o di omicidio, non è né l'uno né l'altro. Spero che i Radicali possano continuare questa campagnia di sensibilizzazione, allargando gli orizzonti del discorso e cercando consensi tra cittadini e istituzioni. Spero che il testamento biologico diventi legale in questo paese. Spero che gli italiani laici si facciano coinvolgere in questo dibattito, affrontando il problema con coscienza e non per partito preso. Spero che gli italiani cattolici preghino per Welby e accolgano idealmente tutti quelli come Welby nella propria famiglia, per poter provare sulla propria pelle cosa significa stare accanto ad una persona con un desiderio così profondamente sincero. Spero che il dottore che ha staccato il respiratore non venga incriminato per una giusta causa, perché quella di Welby non è eutanasia: un uomo che rivolge un disperato appello al Capo dello Stato e ai giornali (e quindi a tutti i cittadini), un uomo che è capace di vivere con una grandissima dignità questi ultimi suoi anni di sopravvivenza è un uomo cosciente e lucido; Welby sussurrava le proprie volontà al mondo intero, dalla propria stanza, dal proprio letto, dal proprio cuore. Quella di Welby non è eutanasia, è benevolenza verso un poeta della vita.

Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude.

Concludo con le sue ultime parole, sempre sussurrate: Grazie, Grazie, Grazie.

20 dicembre 2006

L'oroscopo di Brankosphemo

Cari amici e care amiche, eccoci qui per l'irrinunciabile appuntamento de...l'oroscopo! Anticipiamo Paolo Fox e Sirio, bruciamo l'esclusiva ad Astra e cerchiamo di sapere cosa ci riserva il duemilasette. Partiamo da un segno a caso.

SCORPIONE
Lavoro
Il duemilasei per lo scorpione è stato un anno veramente controverso, soprattutto tra gennaio e luglio il carico lavorativo è aumentato in modo considerevole, favorendo periodi di forte stress e tensione. Grazie alla vostra tenacia (e alle vacanze) siete riusciti a mettere un freno a tutto ciò e ora possiamo dire che va un po' meglio.
Il duemilasette sarà probabilmente un anno di cambiamenti, piccoli o grandi che siano avranno un'influenza positiva sulla vostra carica lavorativa.

Salute
Il duemilasei è stato un anno pessimo: infiammazioni, dolori articolari, problemi all'apparato gastro-intestinale non sono mancati; sintomi forse di uno stress eccessivo. Per il duemilasette un solo rimedio: relax, relax, relax.

Amore
I numeri: nel duemilacinque, cinque ragazzi incontrati; nel duemilasei, sei; previsione per il duemilasette? Un numero imprecisato tra sei e otto (magari sei e mezzo perché il nano di Fantasilandia è diventato vedovo, ndr.). Il vostro savoir-faire mieterà ancora vittime, andateci piano coi coltelli. Per il resto, un solo rimedio anche qui: resistere, resistere, resistere.

Bene, per tutti gli altri segni zodiacali, sono a vostra completa disposizione. Telefonate, telefonate, telefonate!
Brankosphemo vi augura un sereno duemilasette!

19 dicembre 2006

My Christmas

Trovo nei blog che leggo solitamente molti post riguardanti il Natale o affini: c'è chi lo ama e lo attende con ansia, chi lo odia o chi resta indifferente. Il Natale di quest'anno mi rimarrà in mente per due-tre cosette, nulla di religioso sia chiaro, altrimenti c'è il rischio che la pioggia acida di questa sera diventi troppo acida.
Ricorderò la bellissima cena con i miei cari amici a Brescia, una serata intensa dove s'è parlato moltissimo, peccato non sia venuto anche A.
Ricorderò il pomeriggio del sabato passato con l'amico L., che solitamente non frequento molto ma la sua compagnia è sempre molto piacevole: eravamo in giro per negozi perché dovevo comprare un regalo e facevamo un po' coppia PACS, mi rimarrà in mente il suo sorriso quando glielo feci notare: avrò pure questo brutto difetto di pensare spesso e troppo ad un compagno...però pure lui non scherza! Mal comune, mezzo gaudio.
Ricorderò questo blog e gli afecionados che leggono e commentano. Colgo l'occasione per ringraziare.
Infine, non scorderò gli occhi di mio nipote di 16 mesi davanti a Gilberto, il suo nuovo e fiammante camion dei pompieri: Nicolò ha uncaratteraccio come il mio, ovviamente non mi ha ringraziato, ma quando si butta tra le mie braccia o mi saluta con quella manina mi sciolgo.
Il 25 non è ancora arrivato, ma il mio Natale forse è già passato. Buon Natale (a me).

18 dicembre 2006

E se...

E se il mare non esistesse? Potrei mai incantarmi di fronte al nulla? Potrei mai non voler bene a me stesso?

Sto ascoltando: Astor Piazzolla - Tango Calambre

16 dicembre 2006

Eri una bambolina che fa no no no no no no

Salve sono Ionojosa, la sorella bionda di Bella Fighejra. Dov'è mia sorella? Dov'è mia sorella? Dov'è mia sorella? Dov'è mia sorella? Virgola. Dov'è mia sorella? Dov'è mia sorella? Dov'è mia sorella?

Qualcuno mi deve spiegare che significato ha inviare un messaggio affettuoso dopo tre settimane di latitanza (o giù di lì): D. s'è rifatto vivo un'oretta fa.
L., donna molto perspicace, mi rimprovera sempre che spesso faccio dei movimenti contradditori verso alcuni ragazzi...è vero, ma sentite qua: se Bella Fighejra si sbatte facendosi il tragitto V.- Desenzano per due volte consecutive in settimana (188km A/R, ma non è il record di 400km), si rende disponibile, cerca di mantenere i contatti ma si dimostra più che discreta com'è nel suo stile, e viene poi sbattuta in fondo all'agenda degli impegni...'sta povera fija che ddeve fa'? La Bella Fighejra. E basta.

15 dicembre 2006

Notte prima degli esami

Mentre lavavo i piatti nella pausa pranzo canticchiavo questa famosissima canzone di Venditti. Chissà perché...vabbè...tutto ciò mi ha fatto tornare in mente i miei trascorsi scolastici; riflettevo su quanto siano stati belli i periodi delle elementari e delle superiori: per entrambi il fattore novità ha influito molto, compagni scuola e insegnanti totalmente nuovi, sicuramente tutto ciò è stato di grande stimolo per un maggior legame affettivo. Tanto belle elementari e superiori, tanto brutte le medie: le novità non mancavano, purtroppo però non sono riuscito tra i compagni a farmi degli amici ma piuttosto degli avversari.
Come non ricordare gli esami? Una escalation di ansia e terrore: mi facevano una tale rabbia tutti quelli che ostentavano sicurezza e tranquillità, non so ancora se fossero dei grandi attori o superficiali.
Se avessi la possibilità di tornare a studiare lo farei senza indugio. L'università, mai considerata per questioni finanziarie, è dispersa nel lungo elenco di buoni propositi soprannominato "rimanda a domani quello che non puoi fare oggi": se riuscissi a lavorare otto ore al giorno, studiare e tirare avanti una casa diventerei sicuramente onnipotente, siccome mi basta rientrare nella categoria di terrestre potrei fare queste scelte:

1) Trovare un riccone settantenne che mi mantiene in cambio di favori sessuali
2) Torno a fare il parassita dai genitori interrompendo la mia carriera lavorativa
3) Mi trovo come compagno un professore universitario (condivideremo oltre all'affitto anche le conoscenze)
4) Vado a vivere sotto il ponte dell'Adda eliminando il problema casa, mangiando tutto ciò che non è da tenere in frigo.
5) Evito di sprecare il tempo dormendo e lo impiego nello studio

Qualcuno ha utili consigli in tal senso? Preferirei evitare le markette coi settantenni. Com'è difficile fare delle scelte sagge!

14 dicembre 2006

Mi perdo nei suoi occhi


Mi ero ripromesso di non pubblicare foto e di lasciar spazio alla fantasia alle riflessioni sulle mie parole... Ma se un ventiseienne del genere, magari non splendidamente affascinante, ha la capacità di sedurre con la propria vocalità un onnivoro musicale ma fan di tutt'altro tipo di musica, che dire? Saranno quegli occhioni? Anche con lui mi perdo...

Sto ascoltando: Jamie Cullum - I only have eyes for you

Fonte Foto: JamieCullum.com

Sciur padrun da li beli braghi bianchi

La mia passione per la piscina non ha solo uno scopo fisico, quattro anni d'attività senza interruzione portano sicuramente benefici, ma anche ricreativo: per ricreativo intendo divertimento e spassoso.
E' sicuramente divertente incontrare in vasca dei personaggi che per una particolarità si fanno certamente notare; l'ultimo di questi l'ho incontrato domenica scorsa. Breve descrizione del personaggio: Trentottenne (credo) milanesotto (milanese+provincialotto) con quindici/venti chili in più tutti sulla pancia, un cumenda che rende superlativa ogni propria azione o affermazione, un bauscia che fa il moscone con qualsiasi individuo ripieno di estrogeni sotto i trent'anni e possibilmente minigonnato.

Cumenda: Io ho buttato giù venti chili facendo solo piscina tutti i giorni!
Blasphemo: Cavoli!
C: Adesso faccio mezz'oretta e poi vado a mangiare. Ho una fame, oggi ho mangiato solo le lasagne!
B: [riflessione sulla fame nel mondo]

La sfiga/fortuna volle che questo mollaccione mi chiede in vasca che lavoro faccio:

B: Faccio il programmatore
C: Dai?! Io ho una ditta di software. Ho bisogno,sai? Vuoi del lavoro?
B: Beh dipende dall'entità del lavoro...ho poco tempo da quando vivo da solo.
C: Ma guarda che ho bisogno! Dai su...
B: Portami un progetto, gli do' un'occhiata e poi ti dico se ho tempo sufficiente.

Al bancone della segreteria c'è la solita ragazza molto carina e gentile con me, arriviamo insieme da lei per ritirare la tessera.

C: Mi passeresti le chiavi della mia auto, tesoro? Grazie.
A: Ecco. Che auto è?
C: Nissan ?XXX? (come l'hammer di Horation C.S.I., ndr.)
A: Preferisco il Porche.
C: Come ti chiami?
A: Angela
C: Quanti anni hai? Va...Va...come diventa rossa in viso!
A: Venti
C: Cazzo, potresti essere mia figlia!
A: Si ma il giro in Porche lo potrei fare ugualmente!
B: [doppia riflessione su sul fantastico mondo dei lombrichi e, più in generale, di tutti gli invertebrati]

Mi segna su un pezzo di carta il suo numero di cellulare e ci diamo appuntamento a domenica prossima. Si accettano scommesse sulla possibilità che possa leggere un pezzo di carta con qualche indicazione sul progetto.
Chissà se s'è accorto come guardo quello che reputo uno degli uomini più interessanti che abbia mai incontrato nella mia vita: Alessandro, nuotatore di centonovanta centimetri circa, mediterraneo fino al midollo, fisico praticamente perfetto, bello ma soprattutto con classe da vendere. Oh Alessandro o come dicevan tutti Sandro, se fossi della parrocchia! Ecco perché è spassoso andare in piscina.

13 dicembre 2006

¡Átame!

Tonight I really lose myself. Esta noche me he perdido verdaderamente.
Quante volte mi sono perso cercando di capire il reale valore delle cose? Comprendere il valore di una parola dolce, di un abbraccio, di un pugno o di un insulto. Quanto costa fare in modo che questo valore diventi tuo, parte di te stesso? A volte è gratuito, spesso le cose più "leggere" come una carezza si posano sul tuo cuore come una piuma ma contemporaneamente è molto difficile tenerle al riparo da agenti esterni. Il nostro cervello inoltre, a differenza del nostro cuore, preferisce soprattutto trattenere i macigni spiacevoli e difficili da dimenticare come ad esempio un lutto o un amore perso.
E se fossero due? E se i valori da comprendere e soppesare fossero due? Ambivalenza: Gioia e Serenità, Dolore e Sofferenza. E se apparisse tutto come un contrasto? Amore e Dolore, Sicurezza e Paura. Cosa scegliere? Amore, ovviamente: se fosse tutto così semplice, avrei le chiavi per il paradiso della serenità non solo mia ma di chiunque, sfortunatamente non sempre amore e dolore sono totalmente svincolati. Credo sia importante incominciare a creare un legame con questi meccanismi, un legame con l'amore e la sofferenza che ci tengono sì coi piedi per terra, ma che fanno volare le nostre capacità e le nostre volontà. Forse (aiuto, qualcuno mi dica se sono ubriaco senza nemmeno un goccio di alcool in corpo).
Dimenticavo, caro Blog, buon complimese. Due mesi di vita.

12 dicembre 2006

Babbo Natale e le Befane

Ritorno sull'argomento vicine di casa, soprannominate da me le Sorelle Bandiera, nonostante non siano tutte sorelle.
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, ecco un riassunto.
Ho tre vicine di casa, tre perfette zitelle, due sorelle e una nipote, tutte over 55 naturalmente; la più giovane lavora in un'agenzia di viaggi ed è la nipote, le altre due sono anziane signore una delle quali purtroppo inferma. Le due che si fanno vedere fuori dall'uscio di casa sono delle befane zitelle prefettissime, che contestano qualsiasi cosa di qualsiasi vicino, razziste, maniache della sterilizzazione nonostante allevino un gatto randagio. Sono impiccione: a qualsiasi ora della giornata o della notte, escono dalla porta o guardano dalla finestra solo per vedere chi è arrivato in cortile (me compreso ovviamente); pretendono che io mi ricordi sempre di tenere accesa la luce esterna per mantenere i malintenzionati lontani; contestano il vicino di casa chiassoso che la domenica alle 11.30 (non alle 6) tiene la radio un po' alta; si lamentano della presunta inciviltà dei vicini albanesi; si fanno trenta chilometri per raggiungere il supermercato più conveniente che ci sia su questo pianeta.
Ecco l'ultima assurdità: sabato sera verso le 17 ho mentito spudoratamente esprimendo un giudizio esaltante sui loro addobbi natalizi esposti pur non avendoli ancora ammirati. Descrizione delle fetecchie:

- Un Babbo Natale di circa un metro d'altezza ricavato sicuramente da un cartellone pubblicitario dell'agenzia di viaggi, completamente disegnato e colorato coi pennarelli da un bambino di 5 anni (oppure da uno con delle capacità simili)
- Un pupazzo di neve poco più piccolo creato nello stesso modo del Babbo Natale (vabbè qui c'è poco da colorare, è tutto bianco)
- Una capanna di un presepe di discrete dimensioni ma indistinguibile ad una distanza superiore al metro e mezzo
- Infine il tocco chic: in mezzo un ficus benjamin (vero) con le lucine di natale non colorate

Secondo una delle Befane, "tutto fatto a mano, mica comprati supermercato", riferendosi con un milanese da cumenda alle luci gialle lampeggianti esposte dall'altro vicino. Nonostante abbia il pollice nero, non posso pensare a quali pene dell'inferno stia patendo quel ficus con le luci, del resto lo sanno tutti che sono dannose per le piante. Se Dio esiste, chiedo perdono Onnipotente, non per le palle raccontate ma per gli errori di noi poveri terrestri un po' terroni e per l'affronto nei confronti di Madre Natura.

Mi viene in mente questa canzone...

Samuele Bersani > L'Aldiqua (2006) > Lo Scrutatore Non Votante

Lo scrutatore non votante
è indifferente alla politica
Ci tiene assai a dire “ohissa!”
Ma poi non scende dalla macchina
È come un ateo praticante
Seduto in chiesa alla domenica
Si mette apposta un po in disparte
Per dissentire dalla predica

Lo scrutatore non votante
È solo un titolo o un immagine
Per cui sarebbe interessante
Verificarlo in un indagine
Intervistate quel cantante
Che non ascolta mai la musica
Oltre alla sua in ogni istante
Sentiamo come si giustifica

Lo scrutatore non votante
È come un sasso che non rotola
Tiene le mani nelle tasche
E i pugni stretti quando nevica
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica

Lo scrutatore non votante
Conserva intatta la sua etica
E dalle droghe si rinfresca
Con una bibita analcolica
Ha collegato la stampante
Ma non spedisce mai una lettera
Si è comperato un mangia-carte
Per sbarazzarsi della verità

Lo scrutatore non votante
È sempre stato un uomo fragile
Poteva essere farfalla
Ed è rimasto una crisalide
Telefonate al cartomante
Che non contatta neanche l’aldiquà
Siccome è calvo usa il turbante
E quando è freddo anche la coppola

Lo scrutatore non votante
Con un sapone che non scivola
Si fa la doccia 10 volte
E ha le formiche sulla tavola
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica

Lo Fa svenire un po’ di sangue
Ma poi è per la sedia elettrica.

11 dicembre 2006

I due mondi

A. è un ragazzo splendido, molto riservato e pacato nei modi, pieno di risorse e credo molto altruista. Ormai sono circa otto mesi che ci conosciamo, fu l'ultima mia felice conoscenza nella community di Gay.tv, prima della mia partenza dalla casa paterna. Ci sono molte cose che io invidio di lui e lui di me (come il colore delle pareti del mio salotto). Le nostre missive elettroniche scambiate fin dal principio spesso sono infinite, e quando ci vediamo chiacchieriamo molto, io un po' più di lui.
Da settimane desideravo anzitutto rivederlo, avere un aggiornamento sulla sua vita da "fisioterapista parrocchiano che ama Bjork", raccontargli la mia esperienza a Barcellona, ma anche fargli conoscere gli amici che frequento e a cui mi sono affezionato. Sabato ho invitato il mio amico A. ad unirsi alla truppa per una serata all'Out, lui ha accettato ed è venuto con noi. A. s'è trovato molto bene, credo si sia divertito e trovato a proprio agio, tant'é che domenica sera il mio amico N. mi ha chiesto se avrà il piacere di rivederlo. Ci siamo divertiti tutti un casino, la serata è stata splendida.
Tutto questo per me è motivo di soddisfazione, trovo splendido quando due ambiti totalmente separati della mia vita si uniscono: mi piace vedere le dinamiche, la mescolanza e, perché no, l'eterogeneità delle componenti. Due mondi che si uniscono. In passato avevo già sperimentato questi meccanismi, anche tra ambiti totalmente diversi fra loro, ma i risultati non erano stati esaltanti. Chissà perché non riesco mai a fondere un terzo mondo (o perlomeno non ne ho il desiderio), quello del partner, non credo sia semplicemente una questione di affinità elettive. Forse al mio animo giocherellone piace giocare in modi diversi in diversi ambiti.

06 dicembre 2006

L'amante

Questa sera il mio amico M. mi ha mandato un messaggio per avere un consiglio da me.
Già il fatto che mi metta a dar consigli è una cosa inaudita, lo è ancor di più se i consigli sono sul tema rapporti di coppia.

Il suddetto M. s'è per l'ennesima volta impelagato in una storia che coinvolge tre persone, in pratica il mio amico è l'amante: ovviamente il poveretto (poveretto per il fatto che si sia rivolto a me) non sa che fare, se proseguire sull'onda del piacere o troncare. Che cosa può rispondere uno come me? Da amatore “de noartri” posso solo ricordarmi della mia unica occasione da amante: con una donna, storia finita dopo ben sei mesi di strazio. Che c'è di peggio? Secondo voi, cosa ho risposto?

Il mio dubbio non è tanto sulla risposta, M. è grande e vaccinato e sa decidere per conto proprio, ma mi domando una cosa: è proprio così vero che è così diffusa la "stronzaggine", messa anche sotto questa forma? Tralasciando il discorso “mo’ te faccio un bel paio de corna”, è fondamentale ogni tanto dimostrarsi un po’ bastardello nei confronti dell’altro? A me finora è sembrato di si…

Secondama...terzama ehm...quartamano (la musica che gira intorno)

Vado con l'annuncio:

Individuo seminuovo usato poco cerca ragazzo 22-35 anni, piacevole e mediterraneo, ironico con buona conoscienza musicale...rettifico...conoscienza musicale degna di tale nome. Astenersi estimatori di Anna Tatangelo (porella, non ce l'ho con te tesoro), quindi perditempo.

La mia battuta/provocazione ha un fondo di verità, visto che finora non ho mai trovato molta gente con fantasia musicale. Sto ascoltando per la milionesima volta Goldfrapp, e gli Air, i Royksopp etc. L'elettronica mi libera tanto quanto Tchaikovsky o i Cousteau, ma per capire ciò basta leggere la citazione in alto o i testi a lato.

05 dicembre 2006

Ciao, sono Bella Fighejra!

Ciao! Sono Bella Fighejra! Come non mi conosci? Beh anzitutto guarda un po' qui. Devo ringraziare te, carissimo F. (o come diavolo ti fai chiamare qui, Blasphemo) per la possibilità che mi hai concesso di esprimermi su questo blog. Si sa, io non sono molto portata per queste cose, ma sono l'unica tua amica a conoscenza di questo blog ed era d'obbligo intromettermi! Tu fai tanto l'intimista, vuoi scrivere sfogandoti e contemporaneamente avere la possibilità di condividere tutto con degli sconosciuti (così almeno mi dici), ma in realtà sei un giocherellone e anche un po' spaccone! Fai bene a dimostrarti spaccone, ma certe volte combini poco, dovresti essere un po' più come me: io sono una viveur, che si diverte un mondo a fare quel che fa e che per niente al mondo tornerebbe sui suoi passi. Del resto ho avuto anch'io i miei brutti momenti...ma adesso sono diventata una Bella Fighejra! Tutti gli uomini mi vogliono, mi desiderano: sapete, cari lettori, è bastato fare un po' di movimento (e non vi dico quaaaale) per diventare carta moschicida per tutti quei bei moscoooooni! Adesso me la spasso...e caro F. dovresti farlo un po' anche tu! Ho visto D., sai è veramente un bel ragazzo, ma ti sei reso conto che anche i tuoi amici gay darebbero qualsiasi cosa per rubartelo? Datti alla pazza gioia, dai retta a me, che sono una Bella Fighejra!

Le padovane

Per una buona volta, mi piacerebbe essere schedato. E' già qualcosa, meglio che niente. Adesso devo solo trasferirmi e cercare un padovano.
Posso fare una battuta che capiranno solo gli ascoltatori di Deejay? GALLINE! Per i non ascoltatori padovani, giuro che non è offensiva...anzi!

02 dicembre 2006

Uno su cinque

Ho conosciuto qualche tempo fa un ragazzo di nome D. Tralasciando particolari fisici, caratteriali &Co (insomma, non lo conoscerete mai) dopo qualche uscita insieme sono nuovamente ad un bivio. Che fare? Dal maggio scorso, quando mi sono ripromesso di fare le cose sempre e solo ascoltando la mia "sporchissima" coscienza, solo un tentativo è andato a buon fine. So benissimo cosa voglio dalla mia vita, ciò che mi spaventa è che questa mia decisione allerta immediatamente i "farfalloni" o regala inutili sicurezze a "finto/convinti innamorati persi": essere decisi non significa né cercare di farsi mettere un anello al dito né di fare la prostituta d'alto borgo che dispone di una comodissima casa, peccato però che non tutti concepiscono ciò che ho in mente. Non credo esista alcun essere umano che desideri la solitudine eterna, se avessi qualcuno accanto forse sarei più me stesso, ma non mi sto dannando l'anima per questo.
Ieri pomeriggio facevo un conto mentale: sarà una sfigata coincidenza, ma ogni cinque ragazzi che si smaterializzano uno lo faccio scomparire io. D. sarebbe il quinto...questa forse è la mia unica speranza che questa casuale combinazione rimanga tale e che tutto vada come deve andare, senza pensieri. Tanto lo so che sono una zitella acida.
Ieri ho letto questo bellissimo post, avevo già in mente cosa scrivere prima di leggerlo proprio per questa mia recente conoscienza, ma Gere mi ha dato una mano ad esprimere ciò è la realtà che compone passato e presente di Blasphemo: l'assoluta inconsistenza di rapporto e la mancanza totale (e lo ripeto, totale) di un legame vero seppur breve. E pensare che non fumo nemmeno, al contrario di Gere!

L'intelligenza per morire

Il titolo non è una volontà, semplicemente ho sintetizzato (forse un po' troppo) ciò che ho visto venerdì sera davanti alla TV; guardo poche trasmissioni televisive perché amo alla follia la radio, ma mi piace seguire la Bignardi: uno degli argomenti trattati è stato quello della morte, tra gli ospiti c'era pure ma moglie di Luca Coscioni, ora presidente dei Radicali. Dibattito molto interessante, ho trovato molto piacevole la leggerezza nei modi contrapposta alla profondità dei concetti espressi senza mai essere banali: parlar della morte non come la fine della vita ma comprenderla e avvertirla semplicemente come una componente della vita è assai difficile ma sicuramente è la chiave di interpretazione corretta.
Poi l'intervista a Veronesi, qualcosa di veramente eccezionale. Mi ha colpito profondamente una parte dell'intervista, dicevano qualcosa del genere:

B: Lei è un pessimista o un ottimista?
V: Sono un ottimista sul lavoro [..] il mio lavoro mi spinge ad esserlo ma sono diverso nel mio profondo [..] tutti abbiamo una doppia personalità [..] la sofferenza, il dolore, il vivere a contatto con la morte per tutti questi anni mi ha sconvolto.
B: Lei è mai stato depresso?
V: Mai. Non so nemmeno cosa sia.

Ho sbirciato nel suo sito, ho scaricato pure io il modulo per il mio testamento biologico e credo che l'averlo compilato sia stata una scelta saggia.

Adesso comprendo ancora meglio perché certe situazioni o certe abitudini ci rendono consapevoli di quanto sia importante viverle fino in fondo. Anche il parlare della morte e perché no, della propria morte, è qualcosa di assolutamente godibile e non dololoso.

27 novembre 2006

Ci vuole un fisico bestiale?

Ieri in un comizio a Montecatini il Cavaliere Mascherato s'è sentito male. Secondo me Don AbBondi ha avuto lo stesso mancamento alla notizia del suo Don Rodrigo di Arcore sofferente.

Scherzi a parte, tutti e dico tutti i media ne hanno parlato, credo che anche il meteo di La7. Tutti e dico tutti hanno espresso un parere; questa mattina i comunisti in diretta radio nel programma della Plati hanno elencato tutta una serie di possibilità che vanno dalla finzione alla finzione. Rossella e Fede lo nascondono, Feltri si rincuora che non sia successa la stessa cosa che è capitata a Berlinguer e intanto fa uscire Libero anche oggi. La notizia sulla notizia si sa fa share e quindi questi atti eticamente corretti in realtà nascondono la vera ipocrisia. L'ipocrisia non è di chi, detta in modo metaforico, corre in soccorso del Cavaliere Mascherato, la casalinga di Voghera che ha votato per lui fa semplicemente un cieco atto di fede e devozione politica; L'ipocrisia appartiene a chi fa moralismo come questi proni soggetti che si definiscono giornalisti liberi.

A me "nun me ne può fregà de meno", perche sono convinto che il problema non esisterebbe se fossimo normali, noi italiani.

Tra i presidenti del Consiglio, in Francia, Villepin fu nominato nel 2005 a 51 anni; anche Angela Merkel (Germania) ha 51 anni. Persson (Svezia), Socrates (Portogallo), Karamanlis (Grecia), e Vanhanen (Finlandia) furono eletti a 47 anni. Balkenende (Olanda) e Verhofstadt (Belgio) entrarono in carica a 46 anni. Stoltenberg (Norvegia) fu eletto a 45 anni e Zapatero (Spagna) a 44. In Inghilterra, Blair iniziò il suo lungo mandato nel 1997, a 43 anni di età. Alla Repubblica Ceca spetta il primato del primo ministro più giovane:nelle penultime elezioni, tenutesi nel 2004, Stanislav Gross fu eletto a 35 anni.
La differenza di età tra il nostro primo ministro e quello "mediano" europeo è scioccante: venti anni, quasi una generazione. Da una rapida occhiata agli archivi appare un altro dato piuttosto sconcertante. In Italia, l’ultimo presidente del Consiglio di 47 anni, a parte la fugace apparizione di Giovanni Goria, fu Aldo Moro nel 1963.
Il gap anagrafico con il resto d’Europa è simile per il presidente della Repubblica. Silva, presidente del Portogallo fu eletto a 66 anni; Chirac (Francia) assunse l’incarico nel 1995 a 63 anni, e Kohler (Germania) fu nominato nel 2004 a 61 anni; Klaus, presidente della Repubblica Ceca iniziò il suo mandato a 62 anni; Tarja Halonen, finlandese, fu eletta nel 2000, all’età di 57 anni. E così via.
Da "La Repubblica della terza età" di Gianluca Violante, Repubblica 18-05-2006

Cavaliere, si rimetta e si dimetta. Spero che ci faccia un pensierino anche il caro Romano.

22 novembre 2006

Home sweet home

Tutti ricorderanno il 9 Luglio 2006 come il giorno in cui la nazionale di sfaticati ha vinto la Coppa del Mondo (o Coppa Rimet...a me piace tanto questo vecchio nome perché fa un po' gelati Motta). Quel giorno per me invece è un giorno storico, il giorno del passaggio tra la vita di single parassitario a single indipendente e responsabile (perchè prima non ero responsabile?? Che insolente). Vado a vivere da solo, citando quel filmetto italiano dei primi anni ottanta.
Ebbene, tra scomodità e vecchiume svecchiato, sono riuscito comunque a costruirmi una routine più che tollerabile e dignitosa; devo ammettere che alcune volte mi lamento per non avere una casa tutta su un piano, faccio più scale io che Pavarotti, ma almeno mi si rassodano i glutei. Le uniche cose delle quali non sono contento sono l'invadenza dei vicini e l'inciviltà dei miei compaesani.
Certe volte è un bene andare ad abitare dove non conosci nessuno: non ti ritrovi vicini che conosci dall'infanzia e che sfruttano ogni occasione per coinvolgerti in diatribe di cui a te non te ne può fregar di meno o per dirti come fare questo e quello. Lasciatemi fare come c...[censura] mi pare, perlomeno nei pochi metri quadri che mi appartengono!
Devo però fare un ringraziamento a questi miei vicini, relativo ad una segnalazione che mi hanno fatto proprio ieri: alcune sere fa un paio di "animali" (attendo suggerimenti per altri sostantivi aggettivati) si sono messi a far pipì in parte alla porta di casa mia. Non è la prima volta che capita, alcuni mesi fa avevo già trovato peli pubici, e tutto ciò mi ha letteralmente fatto cadere le palle (tanto per rimanere in tema). Spero tanto che cadano anche a loro, ma non in senso figurato.
Nota per la prossima casa: scegliere una casa in aperta campagna, dove me la posso prendere solo con i grilli e gli unici residui di origine che posso trovare appartengono ad animali che si muovono sulle quatro zampe.

Le parole

Un gesto o un espressione facciale sono sicuramente indicativi, ma una parola non mente: alcune non ci
sembrano chiare, non esprimono molto ma per incoscienza o volontà nostra.

Ci sono parole che dicono e altre che non dicono

L'importante è dirle. Capito? Più chiaro di così...

21 novembre 2006

Certe volte ho il mal di stomaco

Citazione orrenda ma obbligata.
Il mal di stomaco a volte può aver la meglio su cuore o cervello.
Assenza giustificata.

14 novembre 2006

Cosa vuoi di più dalla vita?

Quando qualcuno dal proprio motorino, ti saluta e con un sorriso splendido stampato sul viso ti manda un bacio "teatrale" con la mano, tu che fai? Contraccambi, in sella alla tua bicicletta, pensando quale splendida persona tu hai appena salutato amorevolmente. Una donna delle pulizie che per te è come una zia un po' in carne e affettuosa e che, nonostante nella propria vita abbia sofferto molto, ha la forza di regalarti un sorriso ogni momento che ti vede.
N., sei splendida!

08 novembre 2006

La gente della notte

Sarà l'ora, saranno le luci soffuse riflesse sulle travi del soffitto, sarà la voglia di corrompere questo silenzio notturno assordante...ma m'è venuta voglia di ascoltarla!
Ecco, la sto ascoltando! Avevo quasi 9 anni quando consumavo nel mio registratore questa cassetta, erano i miei primi passi solitari nel mondo della musica...poi mi sono un po' "evoluto".
Quasi quasi guardo fuori dalla finestra e sbircio la città che riprende fiato...

La notte è più bello, si vive meglio,
per chi fino alle 5 non conosce sbadiglio,
e la città riprende fiato e sembra che dorma,
e il buio la trasforma e le cambia forma
e tutto è più tranquillo tutto è vicino
e non esiste traffico e non c'è casino
almeno quello brutto, quello che stressa,
la gente della notte sempre la stessa
ci si conosce tutti come in un paese,
sempre le stesse facce mese dopo mese
e il giorno cambia leggi e cambia governi
e passano le estati e passano gli inverni,
la gente della notte sopravvive sempre
nascosta nei locali confusa tra le ombre.
La gente della notte fa lavori strani,
certi nascono oggi e finiscono domani,
baristi, spacciatori, puttane e giornalai,
poliziotti, travestiti gente in cerca di guai,
padroni di locali, spogliarelliste, camionisti,
metronotte, ladri e giornalisti,
fornai e pasticceri, fotomodelle,
di notte le ragazze sembrano tutte belle,
e a volte becchi una, in discoteca,
la rivedi la mattina e ti sembra una strega,
la notte fa il suo gioco e serve anche a quello
a far sembrare tutto, tutto un po' più bello.

Parlare in una macchina davanti a un portone
ed alle quattro e mezzo fare colazione
con i cornetti caldi e il caffelatte
e quando sorge il sole dire buonanotte
e leggere il giornale prima di tutti,
sapere in anteprima tutti i fatti belli e brutti,
di notte le parole scorrono più lente
però è molto più facile parlare con la gente,
conoscere le storie, ognuna originale,
sapere che nel mondo nessuno è normale.
Ognuno avrà qualcosa che ti potrà insegnare,
gente molto diversa di ogni colore.
A me piace la notte gli voglio bene
che vedo tante albe e pochissime mattine,
la notte mi ha adottato e mi ha dato un lavoro
che mi piace un sacco anzi io l'adoro.
Mi chiamo JOVANOTTI faccio il deejay,
non vado mai a dormire prima delle sei.

(Jovanotti > Giovani Jovanotti (1990) > Gente della notte)

Il piacere

L'uomo ha da cercare il piacere

Non ci avevo mai pensato: avevo in mente cose tipo amore, serenità, felicità, libertà, sesso etc.
In effetti, cosa c'è di più bello del piacere? Il piacere implica godimento, se non riusciamo a godere di un amore o della libertà finalmente raggiunta, per quale scopo continuiamo a campare?

Se il piacere fosse una malattia, sarebbe un bene esserne contagiati. Sempre.
Ciao S.

07 novembre 2006

Brake the Rula

Credo che la notizia della frase pronunciata all'interno del programma di Santoro sia già arrivata all'orecchio di tutti. Per i tre-quattro che non sanno ancora di cosa sto parlando, leggano l'articolo di Repubblica. Mi avventuro quindi in una delle mie solite riflessioni cervellotiche (le cosiddette seghe mentali, per la gran parte degli umani).
Rula Jebreal (ma anche se fosse la Borromeo il discorso non cambia) è sicuramente una gran bella giornalista, in Italia si contano sulle dita di una mano le donne di quella categoria provviste di fascino: non stiamo parlando ovviamente nè di Bocca né di Biagi e nemmeno di Montanelli in gonnella, ma sicuramente c'è gente che scrive su giornali o ci propina servizi televisivi a cui dovrebbero ritirare anche la Fidelity Card dell'Esselunga. Sono del parere che chiunque su questa terra abbia il diritto e anche il dovere di provarci, non vedo perché dei personaggi fisicamente piacevoli non possano giocare le proprie carte. Stamane nel programma della Plati un radioascoltatore ha indicato la soluzione perfetta in merito: è necessario non prestare il fianco a logiche maschiliste. Perfetto, ma come? Qui sta il problema, come rompere le regole?
Oggi facevo un parallelo assurdo, ma che nel mio cervello stava in piedi: a volte il mio "abito" mi espone e mi fa sembrare ciò che in realtà non sono. Mi spiego meglio: i primi tempi in cui venivo a contatto con questo mondo zuccheroso fatto di "Sesso, Prada e Madonna" m'ero fatto un idea fortemente populista e generalizzata in merito all'assoluta inconsistenza delle nuove realtà che stavo conoscendo man mano. Qualcosa di vero c'è ancora, ma adesso è ben più forte la sensazione di quello che io espongo e non quello che espongono gli altri; inevitabilmente mi ritrovo con un'arma veramente pericolosa, ma per il borghesotto milanese con villa al mare avere una pistola pronta all'uso è sempre una sicurezza. Ebbene, come usarla però? Se la dimenticassi, credo che dallo status di "figlio della sora Camilla" passerei direttamente al "Santo Subito"; al contrario, un uso sfrenato sovvertirebbe certi miei meccanismi basici, in tal caso altro che blog...mi ci vorrebbero le pagine della Treccani per sfogarmi!
Meno male che esistono le vie di mezzo a questo mondo, meno male che Rula Jebreal continua a fare la giornalista.

05 novembre 2006

Mi si vede la bignola?

A cosa serve la milza? A pungerti quando corri...

Grande Luciana. Grande.

Beato chi riesce a sorridere di se stesso: non gli mancheranno mai gli argomenti (Anonimo)

David Copperfield

Questo post è dedicato ad M., il quale ha stupito il grande pubblico nella sua uscita di scena migliore. Paf! Sparito.
Meno male che il mio fegato è già allenato. Ho fatto una telefonatina al cuore, suona ma non risponde, forse è rimasto a farsi quattro salti all'Out Limits insieme al mio fegato. In realtà c'ero pure io all'Out sabato e anche M., ma il bello è che io sono stato con i miei amici, il mio fegato e il mio cuore a far bagordi nella dark room (che squallore!) e lui per cazzi suoi. Una delle mie serate migliori.

Ariecchime qua, salve sono il figlio della Sora Camilla.
Quisiera un cerebro más grande, por favor.

02 novembre 2006

Dalla Spagna con furore...

Ed eccomi di nuovo qui. Con le gambe stanche di cinque giorni passati a camminare in lungo e in largo per la città che quest'estate mi aveva impressionato non poco.

Cinque giorni in cui mi sono divertito al massimo, ho messo alla prova il mio spagnolo (castigliano, il catalano m'è antipatico e praticamente sconosciuto) e inglese, ho camminato fino allo sfinimento procurandomi una infiammazione al ginocchio sinistro, ho incontrato e conosciuto molta gente, ho ammirato le bellezze di una città veramente ok. Non mi sono nemmeno trattenuto per vivere la noche, ho visto tre locali e due di questi erano molto carini.

Prima esperienza di vacanza da solo e devo dire che è stata molto edificante; nell'ostello il clima non era super-familiare ma qualche compagno veramente disponibile c'era, soprattutto i miei compagni di stanza: i primi tre giovanissimi erano di Malaga, poi sono arrivate due Girls di Washington D.C. (oh my God!), una delle quali era la copia spiaccicata della mia ultima ragazza con la differenza che questa se la tirava fino a Las Vegas (altro che Washington D.C.)...

Barcellona è una città che offre sotto l'aspetto artistico veramente molto: dal romanico al modernismo di Gaudì&Co.
A me i contrasti piacciono molto, e questo aspetto mi ha fatto apprezzare veramente tutto quello che ho visto. La metropolitana è ottima e ben messa, io però ho camminato molto per godermi il panorama ed è per questo che mi sono procurato questa infiammazione al ginocchio della mia gamba sinistra (mio punto debole da qualche anno a questa parte). Vabbè, le vitamine B spero facciano qualcosa...

Le mie conoscenze basilari della lingua non mi hanno impedito gli approcci, anzi forse mi erano di stimolo. Ho persino usato l'inglese...erano diversi anni che non lo parlavo più.

Arriviamo all'aspetto legato ai locali (gay) frequentati: due su tre mi sono piaciuti; L'Aire è una disco, offre musica pop internazionale e spagnola, fortunatamente niente house che dopo dieci minuti stanca, ho avuto inoltre l'onore di gustarmi una sala piena di catalani che ballavano Tanti Auguri della Raffa! Che commozione...c'è ancora qualche spagnolo che ha stima degli italiani. Il secondo è lo Zeltas, era lunedì ed il locale era praticamente vuoto ma ho avuto il piacere di fare una lunghissima chiacchierata coi due baristi (uno dei quali era l'uomo della mia vita) e un cliente romano che nemmeno s'era accorto della mia nazionalità (buon segno, vuol dire che il mio accento italiano non si sente!).

Vorrei ringraziare l'impiegata della RyanAir molto carina che è stata così gentile di farmi risparmiare 65€ per il cambio del nome evidentemente sbagliato non per un mio errore ma per una fatalità; all'altra inflessibile che sedeva davanti al PC e mi seguiva invece le auguro di avere il mio stesso problema e di trovare una bacchettona come lei.

Per altre sensazioni ed esperienze rimando a post ulteriori. E soprattutto cercherò di infilare qualche foto col mio faccino...ho messo a dura prova la mia fiammante macchina digitale!

01 novembre 2006

E sono 25

Che triste autocelebrarsi...ma chi se ne frega, questo post l'ho messo due giorni dopo il mio compleanno!

Adesso che ci penso però sono sulla strada dei 26...uhm...e pensandoci ancora meglio io l'1 Novembre 2006 ero a casa già tornato dalla Spagna...qualcuno mi sa consigliare un buon metodo per non mettersi a piangere? Forse riderci su...mo' ci provo.