31 agosto 2007

Let it rain

Non so che ore siano, non me ne frega più di tanto. Sono in macchina e sono fradicio: fuori la pioggia scende copiosa, il sudore rende quasi insopportabile il rimanere lì seduti, in poco meno di quattro metri al chiuso, respirando aria viziata.
Anche la mia mente è vittima di questo tempo da lupi, ma almeno lei ne ha tratto giovamento: è come se la pioggia avesse lavato via tutti i pensieri, buoni e cattivi, e al loro posto si fossero create delle pozzanghere di stimoli; pozzanghere che riflettono immagini distorte, pozzanghere che generano suoni gradevoli al cadere delle gocce.
Pozzanghere inspiegabili, quasi sconosciute, ma coinvolgenti.
La pioggia credo abbia un effetto strano su di me, mi innervosice e al tempo stesso mi rilassa, proprio come quando mi immergo in un mare mosso.

Sto ascoltando: Prince - Purple rain

(Viva la pioggia di ieri sera, che mi fa ricordare una delle canzoni a cui tengo di più; ogni volta che risento quei due minuti solo strumentali è un orgasmo che si ripete)

21 agosto 2007

Volevo salutare

A volte gli uomini sono padroni del loro destino; la colpa, caro Bruto, non è delle nostre stelle, ma nostra, che noi siamo dei subalterni
dal Giulio Cesare di William Shakespeare

Per chiudere l'argomento vacanze, voglio fissare alcuni pensieri adottando l'odiosa tecnica del saluto, gradita a molti ascoltatori radiofonici e televisivi prima di chiudere una comunicazione in diretta.

Volevo salutare...
....il "giullare" di Calle de la Virgen, credo sia la persona più originale che abbia visto in tutta la mia permanenza: tutina aderente a righe stile calzamaglia, borsa da spiaggia in paglia, in testa un cappello con tanti funghi di plastica, un trucco che persino Moira Orfei potrebbe invidiare. Geniale.

...la bellissima coppia lui-lui di Cala Salada...avete presente la perfezione? Li rivedrei volentieri all'altare con la mia benedizione.

...tutti gli inglesi che a mezzanotte hanno il coraggio di girare per la città in costume e telo mare sulla spalla. Non è mai troppo tardi.

...tutti gli organizzatori di feste nelle discoteche più figose: il mio portafoglio vi ringrazia (un saluto particolare a quegli straccioni della serata Gorgeous allo Space...solo 20 euri per un ingresso, tze!)

...il mio compagno d'avventure L., l'animale ancora oggi sostiene che la nuova canzone dei Tazenda è cantata in spagnolo, anche dopo una settimana in Spagna

...i ristoratori furbi che ti infilano nel conto pane o bibite varie mai consumati. Tié...nun me freghiiii!

...le sorelle C, canne coca e compresse: un'ossessione per l'intera settimana, chiunque mi domandava se avessi "qualcosa"

...le vicine di Alicante: grazie mille per la catenazza regalatami, con quella indosso sembro un orso pocket, ora posso tornare a Sitges sentendomi a mio agio tra turisti; mi spiace invece per l'orrenda battuta in stile "Oltre il Pride" che vi ha fatte sbiancare fatta dal mio amico L., sappiate che non è affatto il mio ragazzo e non è sempre così "sfranta" come in quell'occasione

...il gruppo di ragazze milanesi molto carucce che, nel chiringuito di Cala Comte, mi ha squadrato per ben 20 minuti: un record, apprezzo e me ne vanto (nonostante non ci guadagni nulla)

...Maurizio, il gestore brasiliano del bar 22 (credo si chiami così) che s'è intrattenuto con me a lungo facendomi i complimenti per il mio scadente spagnolo: mi sono sentito come una chiattona di 130 chili alla quale vengono riconosciuti gli sforzi per i 2 etti e mezzo buttati giù in un mese.

... infine Damien, ragazzo francese di 22 anni che ha trascorso con noi l'intera nottata di martedì in discoteca, uno di quelli che ha stoffa da vendere e ci prova sempre nonostante abbia "saturno contro" da un po'; è come se un ragazzo-provincialotto-acidello-viziatello-e-saturo-di-divertimenti avesse preso un bel calcio nel sedere e si fosse risvegliato da un torpore durato fin troppo, ben una settimana intera: in un colpo solo ha trasformato la sopita critica verso gli altri in qualcosa di prezioso e positivo. Conserverò a lungo il tuo ricordo, Adieu Damien!

Intervallo


Ibiza, Cala Comte, veduta di un piede che si lascia dolcemente "affogare"

Io, lei (l'isola) e l'altro (il cormorano)

Percorrete le vie di Gerusalemme, osservate bene e informatevi, cercate nelle sue piazze se trovate un uomo
Geremia 5,1

Me ne sto un po' tranquillo, la spiaggia è un carnaio e ho bisogno di una buona dose di quiete.
Passeggio sul bagnasciuga, alla mia destra c'è un'ammucchiata di suoni, muscoli, colori e perversione; alla mia sinistra invece c'è l'opposto, qualcosa di naturale e per nulla provocatorio.
Oltrepasso una scogliera che delimita l
a spiaggia e raggiungo una zona ben più selvaggia, c'è un'arida montagnetta con rare sterpaglie che finisce in mare con una moltitudine di scogli e rocce di vari colori. Il sole scotta, la mia pelle è aggredita da questi raggi di metà pomeriggio: non mi curo del fastidio che ho addosso e proseguo il mio cammino.
Raggiungo una scogliera poco ripida e facile da scalare anche con un paio d'infradito; vedo un ragazzo seduto ad ammirare l'orizzonte che riempie le sue orecchie di una musica, credo, molto conciliante. Oltrepasso il relitto di una barca e me lo trovo lì di fronte: impettito, ha un aspetto un po' goffo, è raccolto in sé stesso e si gode il mare; si accorge della mia presenza ma prosegue l'opera di pulizia delle sue piume facendosi cullare dal vento. Continuo a seguirlo con lo sguardo, poi mi concentro sulle onde che si infrangono proprio sotto di me: una di queste si schianta in modo violento e mi bagna, in pochi attimi il ristoro trovato dall'acqua svanisce.
Mi allontano, voglio guardare quell'uccello da lontano, mi siedo su uno scoglio a meno di un metro dell'acqua: è là lontano, non si muove più e nemmeno io.
Non so quanto tempo sia passato, mi alzo e lancio l'ultima occhiata a questo superbo quadretto prima d'immergermi nuovamente nell'orgia di suoni, muscoli, colori e perversione.

04 agosto 2007

Chiuso per ...

Un bambino è fermo davanti ad una saracinesca abbassata, al centro di essa spicca un cartello fluorescente con scritto “Chiuso per ferie dal 04/08 al 26/08”. Sua madre lo prende per mano e lo porta via.

Siamo arrivati ai saluti estivi: eh già, perché io mica mi porto il blog in vacanza, la speranza è quella di raggiungere la mia meta con il minor numero possibile di aggeggi elettronici, soprattutto quelli che dominano la mia vita lavorativa. Finalmente è arrivato il mio turno, tra pochi giorni parto per il mare e mi lascerò alle spalle tante cose, quest’anno per la maggior parte belle.

Lascio a casa la mia casa, quando tornerò ritroverò tutti i ricordi di cui quelle stanze sono colme, e ne aggiungerò degli altri.
Lascio a casa la mia auto, sporca come sempre (a differenza della casa)
Lascio a casa la mia famiglia, sempre più strampalata, più distante ma pur sempre presente
Lascio a casa mio nipote, lo ritroverò con un anno in più sulle spalle e con addosso vestiti stylosissimi
Lascio a casa quel paio di infradito, ne faccio volentieri a meno
Lascio a casa tutti i miei amici tranne uno, mi dispiace molto, avrei voluto condividere con loro una vacanza come questa
Lascio a casa persone come lei ma, come ho già detto, mi conforta sapere che potrebbe seguirmi ovunque
Lascio a casa il gatto del mio cortile, che faccia pure pipì e cacca sulla soglia di casa mia quanto vuole

Lascio a casa il mio blog, lascio a casa anche te, lettore distratto che passi di qui ogni tanto: questa serranda è abbassata per un po’, non voglio mettere alcun cartello dai colori accesi, forse questo blog rimarrà chiuso per un po’, forse per sempre (anche se sempre è una parola che non sopporto...quindi...). Finalmente non sono più io quello davanti al negozio, semmai sono il negoziante in vacanza. Sapete una cosa?

Puoi prendere una strada che ti porti alle stelle. Io posso prendere una strada che mi porti fino in fondo.

Le mie stelle le ho già, le ho sempre avute, solo che non mi serve raggiungerle, mi basta guardarle da quaggiù. Ecco, il solito cinico coi piedi ben saldati a terra.
Ora vado a divertirmi, magari sotto le stelle, nuove e vecchie. Vado a fare lo sprovveduto a Ibiza...beh non proprio come lui, ma la mia buona dose di divertimento e relax non mancherà (E., smettila immediatamente di pensare che vado a fare la sgualdrina!). Chissà quante stelle riuscirò a rivedere
al mio ritorno dalla finestra di casa mia.

Un grazie particolare va alle due mie stelle della radiofonia italiana, Pina&Diego, sempre pronti a dare buoni consigli ad una gallina come me (soprattutto grazie a Diego).

01 agosto 2007

Grazie (ma che coglione sono?)

Ti ho pensata sai, e anche spesso: non so il motivo per cui non ti richiamavo, mi rendo conto solo mi risultava difficile contattarti, nonostante sapessi quanto fossi splendida.
Forse il tuo ricordo mi legava ad un periodo poco piacevole, ad un'altra persona che conosciamo entrambi, colui che ha avuto solo la colpa di mettermi davanti ad uno specchio per mostrarmi quanto la pelle del mio viso fosse invecchiata, soprattutto in quei tre mesi.
Continuammo a vederci, le poche serate passate assieme furono però veramente preziose per entrambi. Condivisi con te la gioia della mia nuova casa e, più in generale, la mia rivincita su quel periodo di cui tu sei stata testimone. Tu mi raccontasti dei tuoi problemi e delle tue soddisfazioni, e ancora oggi sono felice di averli avuti qui tra le mie mani.
Poi un giorno, davanti al tuo numero di cellulare non riuscii a mandarti un sms: mi comportai da codardo, non c'era alcuna ragione che m'impedisse d'inviartelo.
La sorpresa e la gioia di rileggerti sabato non me l'ha tolta nessuno, volevi rivedermi nonostante tutto questo tempo.
Poco fa ti ho chiamata, mi hai detto che per rivedermi hai fatto i salti mortali nel recuperare il mio numero di cellulare che purtroppo avevi perso: sappi che mi hai fatto star bene, nonostante non sia mai stato così "importante" per te.
Forse non è vero che non sono "importante", forse sono solo io che non sono abituato a reggere il peso delle parole, quelle sincere e quelle indispensabili.
Non vedo l'ora di rivederti al mio ritorno.

27 luglio 2007

E' inutile. Non sono in grado. punto.

- dire basta: sono esagerato in tutto, non ho il senso della misura, aiuto, ho bisogno di qualcuno che mi dica se sto esagerando
- guidare una Vespa: non ho mai capito come si inseriscono le marce, credo inchioderei ogni due secondi, provengo da anni con il Piaggio Ciao
- usare il cellulare: qualcuno non ha ricevuto alcuni miei sms?
- prendere a sberle qualcuno: certi buffetti invece...hey, mascherina!
- mentire: è mai possibile disimparare? Sì, mi sono accorto che non so più mentire, o perlomeno inventarmi balle sostenibili.
- dire che sono bisessuale: visto che non so mentire? [Il soggetto è rosso in viso e trattiene il fiato, assieme alle risate]
- usare con parsimonia i detersivi: ebbene sì, sono responsabile dell'inquinamento globale, è come se usassi il Lysoform Casa al posto dell'acqua (adoro la schiuma in stile Pretty Woman)
- farmi i fatti miei: solo spetegules però, mai invadere il territorio altrui
- stirare i miei pantaloncini con le pence e curvi sopra il ginocchio: ore e ore col ferro da stiro in mano
- giocare a briscola: se avessi detto a scopa, sai quante battute sprecate
- andare d'accordo col gatto del mio cortile: c'è una antipatia reciproca
- fare le scale a due a due: il mio equilibrio non me lo permette
- mangiare gelati e ghiaccioli lentamente: certi mal di testa poi...
- dire Matlock senza quel suono strano nella T che assomiglia di più ad una C: W Paolino Paperino
- dormire più di sette ore a notte d'estate: il mio orologio biologico ha ritmi insostenibili d'inverno
- cucinare il pesce, specialmente i tranci di tonno: ops....ma certi miei primi sono delle delizie (è inutile, non so mentire).

26 luglio 2007

Voglio vederti danzare

Negli ultimi tre mesi Blasphemo ha cambiato tantissime abitudini.
La mia vita è sempre la stessa: faccio lo stesso lavoro, ho gli stessi amici, gli impegni sono sempre gli stessi, gli hobby pure.
Mi lamento di condurre sempre la stessa routine, nonostante i cambi significativi avvenuti in passato (credo sia un problema comune a molti); sto cercando di riscoprire qualcosa di particolare, la meraviglia: il disincanto credo sia la chiave giusta per vedere sotto un'ottica diversa anche le cose più noiose che la vita mi offre. Ammetto che si provano sensazioni assai strane, ma virtualmente mi fa ringiovanire di almeno sedici anni.

Tra i miei svaghi, ad esempio, c'è la discoteca, ora sto cercando di evitarla: il troppo stroppia, e ultimamente il livello di divertimento è notevolmente scemato, facendo accrescere la mia solita sensazione (1 e 2) di vuoto in mezzo alla pista affollata.

Oggi, però, avrei voglia di sfogare i miei piedini: in casa, scalzo, luci soffuse e questa canzone in sottofondo; ho voglia di cantarla in playback facendo quelle facce appassionate, ho voglia di ballarla fino alla nausea con movimenti sinuosi, per poi lasciarmi andare sul tappeto.

Magari così mi ritornerà la voglia di tornare in discoteca.

Se la ballassi da solo non ci sarebbe nulla di nuovo, solo un paio di ballerine paillettate potrebbero rappresentare il diversivo. Piuttosto, qualcuno mi fai compagnia? Ehiiiii, tu?! Why SHOULD I wait?

Occhi

I suoi occhi verdi sfuggono ai miei. E' uomo d'altri tempi, orgoglioso tenace ma generoso: dimostra a stento il proprio affetto, nascondendolo proprio insieme ai suoi occhi.

I suoi occhi sono scuri e pieni di sangue, li nasconde dietro un paio d'occhiali molto sofisticati e sotto la visiera di un cappellino, anche quando non c'è il sole. Non mi sorride mai, ma alla sua bellissima bambina non mancano mai attenzioni, i suoi occhi sono tutti per lei.

I suoi occhi sono vitrei, freddi e nordici. Non sono capaci di fissare il vuoto, hanno sempre un punto focale ben preciso, sono occhi che sanno il fatto loro.

I suoi occhi sono verdi e pieni di lacrime. Non è strano vederli così, devastati dalla felicità e dal dolore, ma vorrebbe tanto che quei suoi occhi non fossero mai visti in quello stato, nemmeno da me, e li nasconde dietro le sue mani.

I suoi occhi sono ammalianti, vivi e mediterranei. Ti fissano come pochi altri sanno fare, forse per creare un canale di comunicazione, per parlarti: non ho ancora capito cosa mi stiano dicendo, non ho nemmeno capito se questi occhi non parlano perché hanno paura, ma qualsiasi cosa mi vogliano dire io li ascolterò.

Sto ascoltando: The Streets - Dry your eyes

Io odio

Odio quando le chiavette USB perdono i dati.
Dannata chiavetta USB, me la pagherai.

I hate you so much right now...

21 luglio 2007

Che je succede a la chiappa?

Piccola eccezione: nei post metto molto raramente foto e filmati, ma è un occasione molto particolare.

Mi rivolgo a te, carissima lettrice: si, proprio tu, lei era uguale a te, stesse espressioni, stesso fisico, stesso carattere. Come se non bastasse, stessi acciacchi. Non si può non voler bene alla sora Lella, come è impensabile non voler bene a te.
Tutte le volte che rivedo questo film rido e piango, come un deficiente.




19 luglio 2007

La maison (I'd rather be with you)

Faccio un po' il tamarro, metto il braccio fuori dal finestrino, voglio godermi il calore che sale dall'asfalto di Corso Buenos Aires. Guardo fisso la macchina davanti alla mia, perlomeno questa volta non memorizzo la targa. Accendo l'autoradio come sempre, faccio zapping nervosamente. 1, 2, 3, 4, 5, 6 ...5: alzo il volume, in onda c'è uno dei pezzi più belli dei Gabin, La maison.Eh già, sto tornando a casa, in compagnia di Nelly Furtado, Dido e Britney Spears: le prime due sedute lì, sul sedile del passeggero una in braccio all'altra e alla facciaccia dei vigili, la terza invece è svaccata sul sedile posteriore (non l'avrà mica scambiato per un divano dell'IKEA?); in realtà Britney non l'avrei mai scarrozzata se non fosse stato per le suppliche, non mi piacciono le ragazze scriteriate.

Quella sensazione di torpore alimentata dalla canicola che mi capitalizzava fino a qualche ora fa è ormai svanita; sono quasi arrivato a casa, l'orologio vicino al contachilometri segna le due e un quarto: è tardi ma non m'importa, del resto non succede tutte le sere di uscire con tre starlet, so già che quando arriverò a destinazione queste tre fanciulle se ne andranno. Ora la radio passa House of the rising sun degli Animals.

Sono in camera, le persiane sono aperte perché qui dentro c'è aria viziata; sono sul letto, sento qualcuno fischiettare: la curiosità è tanta, guardo fuori e vedo la piazza illuminata a giorno completamente deserta, ma noto passeggiare sul marciapiede proprio sotto la mia finestra una donna dai capelli lunghi e corvini; mentre rovista nella sua borsetta color turchese osserva i manifesti dell'edicola accanto, lei non mi può vedere, continua a fischiettare in modo ansioso questo motivetto mentre scompare dietro l'angolo. Chissà dov'è casa sua.

La mia casa è qui, ma potrebbe essere ovunque, e stasera era anche in centro a Milano, la stessa in cui vivono Nelly Furtado, Dido e Britney Spears: in una casa puoi trovare tre cantanti, un complimento, l'accoglienza, qualcosa che ti sorprende. Adoro le sorprese.

Il cellulare suona un paio di volte poi si ammutolisce, i miei occhi diventano sempre più pesanti.

In realtà ci doveva essere anche Beyoncé in auto con me, ma quando mi ha fatto notare che non ricordavo il titolo di questa canzone veramente stylosa se l'è presa e se n'è andata via a piedi. Peccato.

18 luglio 2007

Il mio nome è Cò

Ciao sono Cò.
Beh, diciamo che il mio nome non si pronuncia proprio proprio così, ma fa lo stesso.
Hai visto quant'è bella la mia biciclettina? Di che colore è? ÖSSA, le ruotine BANCHE e il manubrio BU. Mi piace girare per la sala, soprattutto andare a marcia indietro e mettere qualsiasi cosa nel cestino, questo qui. Ecco, adesso ci metto questa macchinina...l'hai mai vista questa mia macchinina? Tutti mi dicono che era di mio zio, ma non è vero, è mia. Anzi adesso invento la canzoncina della macchinina...♪♫ NINA ♪♫ NINA ♪♫ NINA ♪♫. Vi piace? Perché non applaudite?
Adesso corro a prendere la jeep di Daisy...quella di Hazzard, eh sì perché quando gioco ho la TV accesa e quando la macchina di Bo e Luke salta anche le mie lo fanno!
Mi piace andare a trovare la nonna TETA che abita qui sopra...come? Beh, io so pronunciare bene il suo nome, l'ho detto diverse volte, ma preferisco TETA. Al nonno invece non regalo nessun giocattolo, lui è bravo con me ma ho paura che me li porti via. Mi piacciono tanto le coccole della mia mamma, e anche quelle del mio papà...eccolo che arriva con la moto! A me piace la sua moto anche se non è una vera moto, invece quelle che passano e fanno tanto rumore mi fanno piangere.
Guarda un po' chi è arrivato! Lo zio! Quando arriva sono contento ma ho un po' di vergogna, trattengo a forza il sorriso; lui mi fa giocare, mi racconta tante cose e io ripeto tutto quello che mi dice, lui parla parla parla, e io ripeto ripeto ripeto. Altre volte mi sembra quasi che mi prenda in giro, e allora io lo fisso con i miei occhioni verdi (che sono uguali ai suoi): se non la finisce di prendermi in giro io piango! Lui è abbastanza severo ma non alza mai la voce con me (la mamma si), però faccio sempre quello che mi dice perchè, come ho già detto, ho un po' paura di lui.
Hai visto? Ho mangiato tutto, e sono stato bravo. Anzi, fatemi un applauso, sennò mi arrabbio.

14 luglio 2007

La posta di ovvero (2° puntata)

Torna, a grande richiesta (mia), la posta di Ovvero: la rubrica che da' voce a dodicenni (o aspiranti tali) cercando di aiutarli a risolvere i problemi che la vita quotidiana pone a questi adolescenti: dove attacco l'adesivo e il poster trovato questa settimana nel giornaletto? Altro che Cioé, viva Ovvero!
La nostra redazione a fatica è riuscita a selezionare questa e-mail (arrivata all'indirizzo di posta elettronica che potete trovare in questo blog) di un ragazzo con un problema relazionale.

Ciao Blasphemo...ma ti devo chiamare così? O è meglio redazione di Ovvero? Ho un problema.
Domenica scorsa ho incontrato nuovamente un ragazzo che ho frequentato per qualche settimana l'anno scorso, poi lui mi ha piantato con una scusa dicendomi che "non ero il suo tipo": in cuor mio sapevo che non era vero, che la causa era una mia sfuriata per avermi piantato da solo in mezzo alla pista per più di venti minuti con la scusa di dover andare a salutare i propri amici sparsi chissà dove in discoteca. Ecco, s'è ripresentato e sembra aver dimenticato quella palla raccontatami per liquidarmi...e ora vuole rivedermi di nuovo, non credo per una semplice uscita di cortesia. Che faccio? Questo non è un periodo di vacche grasse, non conosco gente da un po'...sono confuso...aiutatemi! Vi prego, pubblicate la mia lettera. Grazie.

Lettera Firmata


Carissimo lettore, anzitutto in redazione siamo in molti, quindi ci devi chiamare redazione di Ovvero! Il tuo è un problema ricorrente; sappi che il lupo non perde mai il vizio, e sicuramente quella "balla" da lui inventata a suo tempo si riproporrà nuovamente se gliene darai l'occasione, in un'altra forma; ci scrivi che l'hai frequentato per poco tempo e non hai granché da spartire con lui, quindi non ti abbattere e impedisci a questo sedicente semisconosciuto di raccontare altre frottole: con lui hai dimostrato la tua aggressività, sappi che non è sempre un danno palesarla, eppoi le vacche magre sono sempre in tempo per ingrassare.In bocca al lupo!

09 luglio 2007

Almanacco

Il 9 luglio è il 190° giorno del Calendario Gregoriano (il 191° negli anni bisestili). Mancano 175 giorni alla fine dell'anno. Oggi si festeggia Santa Veronica: deriva dal nome latino Veronica, traduzione dal greco = portatrice di Vittoria, Berenike (vedi Berenice). Il sole è sorto alle 05.43, tramonta alle 20.47.

Sono nati oggi:
1933 - Oliver Sacks, neurologo e scrittore
1937 - Roberto Gervaso, giornalista e storico italiano
1947 - O. J. Simpson, giocatore di football americano, attore
1950 - Adriano Panatta, tennista italiano
1956 - Tom Hanks, attore statunitense
1957 - Kelly McGillis, attrice statunitense
1964 - Gianluca Vialli, calciatore
1965 - Courtney Love, musicista

E' accaduto oggi nella storia:
1540 - Enrico VIII d'Inghilterra annulla il suo matrimonio con la quarta moglie, Anna di Cleves
1789 - A Versailles, l'Assemblea Nazionale Costituente viene formata dall'Assemblea Nazionale Francese e inizia a stilare la Costituzione francese
1816 - L'Argentina dichiara l'indipendenza dalla Spagna
1942 - Olocausto: La famiglia di Anna Frank si nasconde nell'attico sopra l'ufficio del padre in un magazzino di Amsterdam
1978 - Sandro Pertini presta giuramento come settimo Presidente della Repubblica Italiana; è stato eletto l'8 luglio con 832 voti su 995
1997 - La licenza di pugile di Mike Tyson viene sospesa per almeno un anno ed egli viene multato per 3 milioni di dollari, per aver morsicato un orecchio a Evander Holyfield durante un incontro
2006 - Blasphemo va a vivere da solo nel suo eremo.


Altro che Paola Perissi...io sono meglio! E ora...sigla.

03 luglio 2007

Run away

Da piccolo spesso ti rifugiavi ovunque per avere un po' di privacy, a casa tua non ce n'era molta: qualsiasi cosa dicessi o facessi, immediatamente veniva registrata da un orecchio indiscreto o passato ai raggi X da un occhio poco benevolo (fiducia zero!); sfruttavi una stanza ripostiglio sotto il vostro appartamento oppure correvi al vecchio deposito edile abbandonato non lontano da casa.
A tredici anni volevi solo scappare: i problemi più o meno importanti che dominavano la tua vita brufolosa erano una spinta, chissà quante volte avrai considerato la tua casa una prigione ovattata, senza un soldo però non si va da nessuna parte e con quelle magagne ci dovevi convivere.
A diciotto anni l'automobile ti portava lontano, e avresti voluto che quella vecchia Fiat Tipo non si fermasse mai, ma la benzina prima o poi finisce.
A venticinque (quasi ventisei) ti ritrovi in una casa, finalmente tua, e ti accorgi che è passato un anno da quando ti sei chiuso la porta dietro le spalle: è la tua nuova prigione, ma ti trovi a tuo agio; allora ti viene in mente che quella stanza ripostiglio ora è una camera da letto in un nuovo appartamento, che quel deposito ora è un centro residenziale; ti rendi conto che i brufoli non sono mai stati un problema e che la tua Fiat Tipo ora sarà parte di un frigorifero o di una lavatrice.
Ti rendi conto che finalmente sei riuscito a fuggire e, nonostante il fiatone, le gambe reggono: la tua dipendenza non c'è più, e il tetto sopra la testa è solo una componente di questa dipendenza. Sei quasi libero, e ti vien da ridere.

Quando uno non può scappare e dipende costantemente dagli altri, impara a piangere ridendo.
Ramón Sampedro alias Javier Bardem in Mare Dentro (di Alejandro Amenábar)

22 giugno 2007

Beata gioventù?

Si sta ancora asciugando i capelli ma ha già indosso pantaloncini e scarpe. Si avvicina allo specchio dello spogliatoio con un poco di timore, sussurra "che schifo" togliendo l'asciugamano dalla testa.
Tornando indietro verso il borsone abbandonato sulla panchina, rivolge la sua attenzione su di me per qualche secondo: occhi azzurri, il suo torace non è per niente scolpito e sembrerebbe quasi che abbia bisogno di metter su qualche chilo perché é veramente magro; le sue braccia sono esili ma come la gran parte dei suoi coetanei è molto alto, il suo viso è un po' spigoloso, sbarbato ma grazioso.
Ogni volta che alzo lo sguardo incrocio i suoi occhi. Prendo cuffia e occhialini, chiudo l'armadietto e mi lascio quegli occhi alle spalle.

Tredici anni. Avrà avuto più o meno questa età, certe situazioni mi fanno capire due cose:
1) A novembre varcherò la soglia dei 26 anni, e non potrò più rientrare in quella giovanile fascia d'età 18-25 tanto cara ai sondaggisti (e quella under 18 è ancor più lontana)
2) Quanto ero ingenuo a tredici anni (e quanto lo sono anche ora): non avrei mai avuto il coraggio di osservare con un certo interesse qualcuno che abbia il doppio della mia età.

Moi je m'appelle Lolita...eh....'na volta!

19 giugno 2007

Al Pride con mio padre

In diversi blog ho letto testimonianze dal Gay Pride di Roma.
Pride sì, Pride no, non so se un giorno parteciperò mai a questo evento: non c'è nulla che mi possa ostacolare, ma niente ora mi spinge a farlo, c’è solo la curiosità ricorrente verso qualcosa che non conosco (o conosco solo tramite le immagini televisive).
Forse c’è una sola fantasia, quella di potervi prendere parte anche con mio padre: lui sa benissimo di me, non c'è alcun conto in sospeso o segreto da svelare, credo però non potremmo farci regalo migliore. Io potrei comprendere cosa vuol dire essere un uomo di 69 anni, lui rivivrebbe i suoi 25 anni nel 2007.


Il vecchio Luce sapeva chi erano tutti i finocchi e le lesbiche degli Stati Uniti. Non avevate che da nominare qualcuno - chiunque - e il vecchio Luce vi diceva se era finocchio o no. [...] Lui diceva che erano finocchi certi individui che erano addirittura sposati, Dio santo! [...] Diceva che uno come niente può diventare finocchio dalla sera alla mattina, se ne ha tutte le caratteristiche e via discorrendo. Ci metteva addosso una paura infernale.Io vivevo aspettandomi di diventare finocchio o qualcosa del genere.
J.D. Salinger - Il giovane Holden

10 giugno 2007

Good As You (il mio festival dell'ovvietà)

Avviso ai gentili lettori: questo post celebra l'ennesima edizione del festival dell'ovvietà; non ci sono contenuti espliciti, ma banali.

La scorsa settimana s'è celebrata al Teatro Strehler di Milano la ventunesima edizione del festival del cinema gay, lesbico e queer culture (e dire queer culture, fa già figo abbastanza); come una debuttante pronta al ballo di fine anno scolastico, mi sono per la prima volta avvicinato a questa manifestazione con la curiosità di rito. Evento organizzato in modo impeccabile, se devo essere sincero l'appuntamento che mi ha attirato in Largo Greppi per ben due serate è stato l'angolo della Scatola Magica: Diego e Pina di Deejay sono stati veramente bravi a calarsi nei panni di moderatori di interessanti caffè letterari, mantenendo il proprio stile radiofonico del tutto colloquiale.

Il buon Witty ha lanciato tempo fa una provocazione, rifare in chiave gay il disco Frangetta - Milano is burning, lanciato tempo fa da Deejay Chiama Italia e liberamente ispirato al ben più blasonato Roma Addio! di Remo Remotti; quello che ne è venuto fuori è Gayland is burning che, con lo stesso spirito dei pezzi-pilota, mette in risalto una serie di contraddizioni tra il divertente e il becero: contraddizioni che, a noi della parrocchia potranno pure non piacere, ma fanno parte di questo mondo fucsia come il body di Madonna in Hang Up.
Una canzone-denuncia è già in sé il festival dell'ovvietà, ma come in molte altre situazioni un pizzico di consapevolezza in più non fa mai male, magari ridendoci pure sopra.
E allora che c'entrano saune/chat/dark room e zone industriali con festival del cinema/libri e informazione? C'entrano eccome, sono le contraddizioni che compongono un mondo così particolare come il nostro. Io stesso sono stato vittima (e tuttora mi sento ancora vinto da questo pregiudizio) del fatto che ahimé ci debba essere un solo modo di vivere la propria omosessualità..
Vivere da gay o solo da omosessuale? Due culture, l'una erede dell'altra. Non voglio di certo mettermi ad elencare similitudini e differenze, sarei la persona più inadatta ad impegolarsi in una faccenda del genere visto che la mia visione è ancora molto ristretta a causa di una latente inesperienza.

In un certo senso credo di aver gettato via una decina d'anni, ce ne ho messo di tempo per trovare la mia strada, mi vien da dire però che forse altri tre anni se ne sono andati senza che mi accorgessi di qualcosa di diverso: la diversità nella diversità, un valore aggiunto che può essere rappresentato da un qualunque festival del cinema o da altre piccole esperienze alternative (o anche solo complementari) al semplice carnaio di vetrine o passerelle reali o virtuali. Insomma, qualcosa di cui andare veramente orgoglioso, un piccolo pride, magari da condividere con amici (come nel mio caso).

Good As You. Traduzione letterale, buono come te: perlomeno quanto te, eterosessuale dei miei stivali. Un affermazione del genere racchiude un aspetto inorgogliente, e il fatto che si parli di Gay Pride mi da' l'impressione di un concetto ridondante: so di essere buono quanto te, te lo dico già, perché sottolineare l'orgoglio?

Confessions

L'adrenalina sale. Questo è quello che sento quando faccio una confessione, e ultimamente l'eccitazione non è mancata: non lo faccio facilmente, togliere il velo a qualcosa di segreto non mi dispiace affatto, anche se è una vera banalità; in questi giorni diverse persone mi hanno fatto una serie di confessioni, non nascondo che ciò mi inorgoglisce e mi fa star bene.
Lasciatemi dire queste cosette:

- adoro gli omogeneizzati alla frutta
Chicco, dove c'è Blasphemo...
- so di fare il figo con la musica, ascolto la BBC e programmi radiofonici particolari, ma ogni tanto anche Radio Rai, soprattutto Radio1 e Radio3; aggiungo pure (udite udite) RISMI anni '60
le strade piene, la folla intorno a me...
- Ho visto due volte Parigi, due Londra, Barcellona, Praga etc...ma mai Roma
C'è qualcuno che sta a Trastevere?
- Odio Tiziano Ferro. Sarà pure bravo come dite, ma per me non vale una cicca e se la tira tantissimo.
so che mi attirerò le ire di certe tifoserie
- Riccardo Scamarcio non mi piace
so che mi attirerò le ire di certe tifoserie
- Leggo poco, e lentamente: mi piace la compagnia di una lettura
sono pigro, qualcuno mi consiglia un buon libro?
- Fino a poco tempo fa, non conoscevo la differenza tra sauna e bagno turco
non sono un ragazzo imparato
- L'altra sera, ho detto ad una donna che non mi sarebbe dispiaciuto fare sesso con lei perché mi piaceva.
chiedere è lecito, rispondere è cortesia: lei ha domandato, io ho risposto, meno male però che costei sa che ho altri gusti
- Sono ipocondriaco, ma solo se ho in corso una delle mie soliti faringiti
Froben, tachipirina e antibiotici sono i miei migliori compagni in certi periodi
- Faccio pipì decine di volte al giorno
bevo tanta acqua, tin tin
- Adoro guardare un film in bianco e nero
i colori ce li metto io
-
questo spazio vuoto lo dedico al silenzio, adoro il frastuono del silenzio

- ogni tanto faccio in giretto dall'estetista, mi piace essere riverito per un aspetto futile
non vado più dal parrucchiere e quindi...eppoi si capisce che sono gay, no?
- ho paura
e chi non ne ha di me?
- Canto. Tantissimo, un po' a causa della paura
vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia...
- Odio i democristiani, ma Tabacci ci sa fare
la Balena bianca non è morta...
- Mi piacciono anguria/cocomero, cetrioli e ravanelli ma non li digerisco
evvai con la Citrosodina...
- Non ho mai visto un film gay fino a giovedì sera
in che epoca sto?
- Non ho mai visto un film porno
ma dove vivo?
- ho la fissa per la pulizia personale, in particolare per denti e piedi
a sessant'anni avrò la pelle consumata

Questa mattina (domenica), ancora con le cacchette negli occhi, ho acceso eccezionalmente la TV e ho ascoltato per mezz'ora la televendita di "Disco Fever" con KC della KC & Sunshine Band: com'è invecchiaaaaato!! (com'era - com'è). Non ho altre confessioni da fare, con la televendita ho toccato il fondo.