26 febbraio 2007

Disco labirinto

La sensazione di eccitazione era abbastanza forte: ne era passato di tempo e l'attesa, si sa, non fa altro che aumentare il desiderio. Detta così, sembra che non facevo quella cosa lì da un po' di tempo (si, proprio quella); in realtà, caro lettore maliziosetto, mi sto riferendo a qualcos'altro.

Ero un po' a pezzi, la stanchezza che mi aveva preso a metà pomeriggio non mi ha mollato fino alla doccia fatta prima di uscir di casa; caffè al solito bar e poi mi sono immerso insieme agli altri in quella bolgia. E' rincuorante accorgersi che ogni volta, anche a distanza di tempo, sia tutto uguale: uguale la musica, uguale la gente (cambiano gli attori ma le parti sono sempre le stesse), uguale le modalità di sviluppo della serata; ad un certo punto però, forse complice la musica pum-pum che arriva puntuale intorno all'una e mezza o l'ennesimo colpo di sonno, tutto ha cambiato volto: il mio cervello ha completamente isolato alcuni aspetti.

Mi trovavo in un luogo molto affollato dove la sola musica è il silenzio e le luci non erano colorate perché le immagini che vedevo erano in bianco e nero.

Un po' come recita la canzone dei Subsonica, c'era una discoteca bianca senza luci colorate grande un centinaio di chilometri dalla quale non è possibile uscire. Casualità volle che in quel momento ero solo perché i miei amici (single e non) si erano dispersi nelle due sale, ho rivissuto sensazioni già provate in passato, quando affrontavo per la prima volta certi ambiti ludici.
Fatto sta che per tutto il resto della serata m'ha preso quella non-voglia difficile da scacciare. Poi quando ad un certo punto, un losco (ma carino) figuro mi si è avvicinato in un modo assolutamente insolito, io ho continuato a vedere tutto in bianco e nero. Pure lui.

Ecco che stamattina, ricordandomi tutto, m'è ritornata in mente la malinconia latente dei momenti più felici di cui parla questa vecchia canzone...

Il fetido cortile ricomincia a miagolare
L’umore quello tipico del sabato invernale
La radio mi pugnala con il festival dei fiori
Un’angelo al citofono mi dice vieni fuori

Giù in strada per fortuna sono ancora tutti vivi
L’oroscopo pronostica sviluppi decisivi
Guidiamo allegramente è quasi l’ora delle streghe
C’è un’aria formidabile le stelle sono accese

[...]

Così ci avventuriamo nella Roma felliniana
Equilibristi in bilico sul fine settimana
E sulle immagini di sempre nei discorsi e nei pensieri
Dilaga anacronistica la musica di ieri

Malinconia latente nei momenti più felici
Abissi imperscrutabili le donne degli amici
E questa storia imprevedibile d’amore e dinamite
Mi rende tollerabile perfino la gastrite

Sergio Caputo > Un Sabato Italiano (1983) > Un Sabato Italiano

24 febbraio 2007

L'endecasillabo della politica

Tanto per annoiare, mi trovo nuovamente obbligato a dire che ieri sera ho seguito le Invasioni Barbariche (...e sai che novità).
La prima intervista, quella a Nichi Vendola, mi ha colpito molto. Ammetto che questa persona mi ha sempre colpito, ancor di più nelle vesti da politico, meglio ancora se poeta.

La politica ha bisogno di un contatto con la vita

Lì per lì sembra una banalità, demagogia allo stato puro, cavallo di battaglia di un qualsiasi berlu-populista: solitamente però si sente parlare della gente, e non della vita; trovo veramente geniale questa sottile differenza.

Trovo Nichi Vendola un uomo antistorico catapultato nel mondo moderno, che risulta l'anello di congiunzione tra il Festival di Sanremo e i rigassificatori; un uomo che rende poetica la politica, capace di dare nuovamente dignità ad una passione prestata a professione che ormai a poco a che fare con il pragmatismo.
Vedere un uomo che riesce a sciorinare un fiume di parole sulla pace così come per le lucertole mi affascina; mi affascina ancor di più vederlo convinto della propria fede religiosa e soprattutto dell'amore per la madre. Mettere a nudo le proprie paure passate e presenti lo rende a mio parere un politico sopraffino.

In questi giorni la politica ha offerto e continua ad offrire spettacoli indecorosi: se mi riduco io stesso a dirlo, vuol dire che si sta veramente toccando il fondo. Questa intervista mi fornisce ancora una speranza: la speranza di un'altra politica, che ha radici nel passato ma proiettata al futuro.

19 febbraio 2007

Macedonia

Rieccomi. Un po' assonnato, ma ricco di spunti per questo post, emozionalmente parlando a metà tra la fiducia e il torpore. Andiamo per ordine.

Venerdì sera ho avuto la riprova che L. sia un ottimo ragazzo, una persona con cui è sempre gradevole chiacchierare e, perché no, fare le sceme. E' veramente sorprendente quanto io sia bravo a trovarmi degli amici con cui ho un feeling strepitoso: visto il periodo di vacche magre, ecco nascere il pensiero demente "ma potrei mai farci una partita a scacchi su una spiaggia assolata"? Poi mi rendo conto che qui il mare non c'è e la provocazione svanisce anche con la consapevolezza di non avere le basi per poter fare una partita a scacchi: non c'è pericolo, non provo attrazione fisica per lui.

Ieri è stato il giorno degli eccessi. Sonno eccessivo, visione eccessivamente incentivante, eccessiva legnosità. Sono convinto che il mio sonno non è dovuto all'uscita serale di sabato all'Elephant, bensì ad una mancanza di certi stimoli; stimoli risvegliati il pomeriggio seguente da Alessandro: non è solo una questione fisica, che quel bel nuotatore sia attraente è assodato da tempo e ne avevo già parlato, ma sono convinto che sia una persona veramente interessante.
La soddisfazione è completamente svanita in serata: ho incontrato un ragazzo grazie al passaparola, e posso dire che il leit motiv della serata è stato: giochiamo a chi è più scontato e banale? Mi sono bastati tre minuti tre per sgonfiarmi del tutto, non per colpa sua, per carità ognuno è fatto a suo modo e F. è un bravo ragazzo, ma trovare qualcuno che possa intavolare discorsi un po' più stimolanti è assai difficile. Risultato: il sonno m'è tornato e credo di essere stato un po' cafone per averlo riportato a casa anzitempo (23.20 è troppo presto per una domenica sera?). Consoliamoci oggi con la registrazione di Amici, così almeno posso veramente toccare il fondo con la consapevolezza che Santo non è più tra i partecipanti da lungo tempo.

Santo, dove sei?

13 febbraio 2007

Desperate...

Dunque facciamo il punto:
1) Il ritorno al lavoro è stato traumatico, avessi un attimo di respiro
2) La salute è ancora traballante
3) La sorellona domenica mi ha assillato ben bene
4) Avete presente l'albume montato a neve? ecco...quello è il mio stress
5) Non ho tempo per respirare, nemmeno per scrivere quattro righe sul mio blog

Giusto una settimana fa una persona mi ha fatto gentilmente notare che ero arrabbiato. Moooolto arrabbiato. E' grave secondo voi quando sei arrabbiato e nemmeno te ne accorgi? Pensandoci è veramente un bene che abiti da solo, altrimenti avrei già scelto un capro espiatorio (e anche una capra, come diceva la Valeria Marini guzzantiana). In questo periodo mi sento un po' Bree Van De Kamp di Desperate Housewives...da ricovero.

Io me la magnerei quella mela!

Fonte foto: www.linternaute.com

06 febbraio 2007

La lontananza

In questa settimana di lontananza (o quasi) dal mondo intero a causa dell'influenza, ho avuto ovviamente molto tempo per leggere, ascoltare, guardare, dormire, star male, tossire e starnutire. Anzichè fare un post per ogni giorno, ho deciso di fare un mega post contenente delle mini-riflessioni quotidiane.

Giovedì 25/01
Una notizia buona e una cattiva: niente Helicobatter pilori nel mio stomaco, c'è invece uno stato influenzale sempre più dilagante. Al calar delle tenebre, la mia febbre sale. Stress?

Venerdì 26/01
Il quinto giorno, domenica, si mise a piovere forte. Mi piace quando piove forte. E' come essere avvolti da un rumore indistinto, continuo, che mi ricorda il silenzio ma non è vuoto come il silenzio.

Sabato 27/01
Mi arriva un sms: se fossi stato in salute, avrei avuto la possibilità di conoscere un amico di un amico che diverso tempo fa mi aveva "incuriosito". Siccome sono una persona molto curiosa, questa notizia mi ha un po' smontato.
Poi ho letto un articolo di Umberto Galimberti.

Acceso o spento che sia, il telefonino non dà scampo. [...] Non abbiamo più tempo per pensare le nostre risposte perché dobbiamo darle subito e di corsa, per iscritto o a voce. Non abbiamo più la possibilità di interiorizzare i nostri amori perché, se non chiamano o non rispondono, è già subito abbandono. Non sappiamo più stare presso di noi neppure per brevi attimi, e così la nostra interiorità si impoverisce.

Ho pensato alla mia giornata senza il cellulare e, in particolare, senza quel messaggio. Non sono poi così povero ora.

Domenica 28/01
Messaggio divino? Il mio cellulare cade dritto dritto nella tazza. Del cesso.

Martedì 30/01
Mal di testa. Mal di testa! Buon segno...sto tornando sano.

Giovedì 01/02
Giornata radiofonica. 25 anni di Deejay...e musica del 1982. Accompagna la mia ennesima giornata di riposo. Auguri Deejay.

Venerdì 02/02
Fare il casalingo non fa per me, o meglio fare una vita completamente casalinga. Adoro la mia solitudine tra coperta e ciabatte, ma dopo una settimana di completo isolamento ho una voglia tale di uscire da queste mura dalle tinte brillanti. E mi vedo pure trasandato davanti allo specchio.

05 febbraio 2007

Ecciù

Salute! Grazie.

24 gennaio 2007

In piedi

Se si è capaci di uscire da alcune esperienze in piedi ma con le ossa rotte, si deve comprendere che è già un traguardo quello di esserne usciti in piedi.

Non riesco a comprendere se questa affermazione abbia un tono ottimista o pessimista. Purtroppo non è sempre positivo che ci si rompa le ossa! Mah.

20 gennaio 2007

La mia non è fame, è più voglia di...

Certe volte mi pento.
Mi pento di aver fatto l'unica mia iscrizione ad uno di quei siti, si proprio quelli in stile "cerco anima gemella" oppure "cerco un buco". A suo tempo, ossia alcuni anni fa, questa cosa la sentivo abbastanza necessaria, soprattutto per la mia totale inesperienza in certi ambiti e con certa gente.
Grazie a questo mezzo ho trovato la mia strettissima cerchia di amici, e ne vado fiero.
A casa non ho internet e mi organizzo per post su questo blog e occhiate a questo sito con mezzi altrui. Ebbene, oggi ho letto un messaggio lasciatomi nella casella...credo sia uno dei più originali:

Ciao,
ti va un´esperienza con un rosso?
Per me si tratta della prima volta!

Resta da capire:
a) Chi è il rosso?
b) Ma il rosso è comunista?
c) Ma il rosso è lui o un terzo? Un triangolo?
d) La prima volta è con un rosso o è più generale?

Dopo quello che mi chiedeva di sedurlo imparando la tecnica dell'ipnosi, questo ha la palma come migliore annuncio.

17 gennaio 2007

Fa chic

Certe volte penso a quanto tempo potrei risparmiare se non avessi cura del mio corpo. Insomma, se non assomigliassi di più a Cristiano Malgioglio Valeria Marini piuttosto che a Franco Califano.
Ci vuole tempo per mantenere la forma in piscina, ci vuole tempo per decidere cosa mettersi per un'uscita serale qualsiasi. E la rasatura dei capelli ogni settimana, dove la mettiamo? E magari qualche peccato di pelle da estetista, creme profumi o affini.
Non sarei più me stesso.
Del resto non riesco nemmeno a risparmiare tempo per la cura di cervello e cuore. Come potrei fare a meno di un bel pezzo musicale, di un passo di un libro interessante o di un sorriso? Maquillage interiore, chiamiamolo così.

...ma non ci sto in un mondo boutique

Naaaa, forse un po' ci sto, senza esagerare. Un pochino, ma me ne vanto (che checca).

Possibile che Valeria Marini ci metta due ore per completare il trucco? Certe notizie ascoltate alla radio mi sconvolgono.

15 gennaio 2007

Chicco, dove c'è un bambinone

Nonostante non mi sentissi proprio in forma, sabato sono tornato a Brescia all'Out. E' stato un piacere ritornarci a distanza di tempo, la serata s'è confermata assai gradevole.
La novità della serata è stato un incontro del tutto inaspettato...tranquilli non ho trovato il principe fucsia: semplicemente ho rivisto un mio ex che non beccavo da oltre un anno e mezzo; anzitutto la sorpresa, non è un tipo che ama le discoteche e vive di pane e concerti rock, ma del resto se vuoi rimorchiare e non hai internet le alternative sono poche.
Ammetto che in quanto a bellezza è stata sicuramente la mia scelta migliore, ma per qualche altro motivo mi pento ancor oggi di aver trascorso con lui un paio di mesi della mia vita.
Ci fermiamo a chiacchierare, io lo aggiorno sui miei cambiamenti, lui mi parla della sua recentissima dichiarazione ai propri genitori: mi accenna al fatto che non l'hanno presa affatto bene, ma subito dopo cambia discorso. E fin qui tutto bene, se non fosse che riesce a scroccarmi una uscita: vabbé, archiviamo due ore future della mia vita alla voce beneficenza.
Alle 5 esco dal locale, con la stanchezza che si fa sentire ma l'umore a mille, mi accorgo che sul mio cellulare ci sono 7 chiamate non risposte e tre messaggi. Indovinate chi era? Proprio lui, mi cercava disperatamente con testuali parole:

Non ti ho più visto..pensavo fossi andato via..Non merito nessuna attenzione da parte tua...Ti chiedo solo un favore! Vorrei dormire lontano da casa..Lo so ho casina mia..Ma sono tutto solo..Hai un posto in più da te?

Il viaggio di ritorno a casa mia è lungo e all'ennesima chiamata rispondo: cerco di farmi spiegare le motivazioni, e mi viene detto che è tutta colpa di come si sono comportati i suoi genitori. Ma che vuole da me? Costui ha una casa propria che usa solo per portarci il ragazzo di turno, e perché non usarla anche stavolta? Perché si sente solo. Allora gli faccio notare ovviamente che il suo comportamento è infantile e che non può chiedermi una cosa simile; posso essere disposto ad una chiacchierata e che sta per l'ennesima volta mischiando la volontà di ribroccolarmi e una totale incapacità di prendere in mano la propria vita. L'incontro scroccato è confermato per ieri, io riesco a rimandarlo a stasera per fare in modo che possa recuperare le energie dopo il sabato danzereccio e qualche minuto fa mi manda quest'altro sms:

Ciao..Questa settimana ho la sveglia sempre alle cinque e trenta..Meglio rimandare a sett. prossima

Scusate...qual'era l'urgenza?

12 gennaio 2007

Meteo realtà

Oggi il sole splende sulla pianura padana. Un vento caldo ha spazzato via tutte le nuvole, il tepore scalda le ossa. Chissà perché a me il vento fa riaffiorare una sensazione d'attesa continua, a tratti snervante. Dovrei essere contento del fatto che oggi la nebbia non c'è, ma la speranza o il sentore di un temporale imminente non mi rasserena, del resto sono mesi che non piove. Forse dovrei godermi la giornata di sole, forse dovrei rilassarmi un po' e lasciarmi cullare dal phon, scordando i temporali che aspetto da diversi mesi.

07 gennaio 2007

Teorema

Oggi è il 7 gennaio, in Lombardia iniziano i saldi. Di buon ora mi reco al centro commerciale più vicino a casa, cercando di evitare la ressa pomeridiana e anticipando l'arrivo dei barbari che lasciano dietro di sè morte, distruzione e taglie doppia XL.
Come al solito passo in rassegna tutti i negozi prima di decidermi su un capo, mi lamento per l'abbondanza del marrone (anche quest'anno, ahimé) e poi seleziono i vestiti più interessanti.
Capito davanti ad un negozietto piccolo, molto carino e con prezzi abbordabili; in un tentativo fallito di trovare qualcosa della mia taglia, indosso la metà dei capi presenti in negozio secondo questo teorema:

In un negozio di vestiti diffidare dalla commessa racchia che ti rifila qualsiasi cosa solo per farti uscire con le mani occupate dalle borse, affidarsi al commesso macho che semplicemente dispiaciuto ti saluta e ti rigrazia

Infatti in principio sono stato servito in modo eccellente da un idividuo che al mio personale esame d'ammissione avrebbe superato a pieni voti la prova: bello, gentile, fisicato ma soprattutto non opprimente. Vedendomi uscire senza passare dalla cassa mi ha salutato rammaricandosi della mancanza di taglie. Peccato sia uno dei pochi esemplari di piegamagliette etero.

06 gennaio 2007

Pino solitario

Finalmente. Il 6 Gennaio è arrivato, non ne potevo più. Archiviamo le feste del 2006 con un poco di soddisfazione e un infinitesimo di amarezza.
...E cosa si fa dopo le feste?? Si smontano tutti gli addobbi natali-zi. Ero talmente ansioso che oggi ho già smontato l'albero. Ma quant'è bello reimpacchettare tutto? A parte che ci sono i soliti problemi logistici quali:

1) Dove ho messo il sacchetto per le palline?
2) Dove posso mettere palline e il puntale nella nuova casa per evitare che si spacchino a luglio?
3) Dove ho messo la scatola dell'albero?
4) Ma soprattutto...perché l'albero smontato è sempre più ingombrante rispetto a prima delle feste? Non si riesce mai a rimetterlo nella scatola.

Non ne potevo più di vedere quel pino solitario in sala che mi regalava tanta tristezza; ricordo con dispiacere le ore impiegate per legare le palline in mezzo a quella foresta amazzonica; dopo aver chiuso la scatola oggi mi sono ritrovato un letto di aghi di plastica sul pavimento, pensavo fosse già carnevale.Poi ho visto il calendario, domani è domenica 7 Gennaio. E allora...shopping! (visto che ormai mi limito quasi ai saldi)

05 gennaio 2007

Fidate correnti

Le sue sono delle correnti a cui ci si può affidare. Avrei potuto perdermi anche nei suoi occhi ma lo sanno anche i sassi che purtroppo non subisco il fascino dell'azzurro.

Sto ascoltando: Ivan Segreto - Fidate correnti

Fonte Foto: sonybmg.it

04 gennaio 2007

Osare o non osare?

La mia cultura cinematografica è a un livello pari o forse poco migliore di quella per i libri. Negli ultimi periodi sto selezionando ciò che potrebbe essere gradito alla mia materia grigia.

Ebbene, ieri sera prima di dedicarmi ad una lettura pre-sonno (anche pro-sonno) ho dato un'occhiata distratta a questo film. Un film fatto bene e soprattutto con una trama decente. Non sono stato folgorato sulla via di Damasco, per carità, ma in qualche momento mi ha fatto pensare un po'.

Non sai cos'è la vera perdita, perchè questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso, dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto.

Credo che venga spontaneo a chiunque pensare se esista o ci sia mai stata nella propria vita una persona veramente importante. Analizzando i venticinque anni passati su questo pianeta, non mi sento di elevare nessuno a tale livello; sarà una analisi forse troppo cinica e selezionatrice, nella mia vita esistono diverse persone più o meno preziose, ma preferisco pensare che possa inciampare in qualcosa per cui un'eventuale perdita significherebbe molto. Visione pessimistica o ottimistica? Dipende. Intanto preferisco continuare ad amare me stesso (già è abbastanza complicato fare questo).

Sei terrorizzato da quello che diresti

...Perchè? Questa volta non sembravo così terrorizzato...

02 gennaio 2007

Un fiume caldo e limaccioso

U2 > How To Dismantle An Atomic Bomb (2004) > Sometimes You Can't Make It On Your Own

Tough, you think you’ve got the stuff
You’re telling me and anyone
You’re hard enough


Certe volte la vita gioca brutti scherzi, oppure siamo noi stessi a rovinarci con le nostre mani. Chiamiamolo pure destino. Oggi però ho capito che se ci dimenticassimo di voler bene alla nostra pellaccia smetteremmo di vivere continuando a sopravvivere. Sto dicendo delle ovvietà, ma provate a pensare quante volte a settimana vi viene in mente di farlo. Forse non è il caso di far rinsecchire le nostre radici.

28 dicembre 2006

L'anno che verrà

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

Lucio Dalla > Lucio Dalla (1978) > L'anno che verrà

Anzitutto 2006, ciao. Non cominciamo con le cafonate, del tipo che tra tre giorni prendi armi e bagagli e te ne vai. Sai benissimo che a me queste cose non piacciono, attento perché m'incazzo come col tuo amichetto 2000 che se n'è andato a far baldoria in montagna la sera del 31 e poi è scomparso nel nulla.
Nooooooo! Tzé. Io mica ti lascio andar via così, per chi mi hai preso? Anzitutto tengo a precisare che a me gli anni pari non sono mai stati molto simpatici; è anche vero che non mi hai creato danni così gravi da toglierti dalla rubrica del mio cellulare, ma in qualche situazione hai fatto il furbetto. Tipo: ti ricordi quella volta con F. intorno a maggio...ecco...secondo te era giusto che mi fidassi così tanto di lui? Ma insomma! Quando mi dici che mi lascio andare poco commetto uno sbaglio perché gli altri non si affezionano, in caso contrario mi prende la sindrome da mantide religiosa e ne faccio un sol boccone. Fatti i fatti tuoi la prossima volta!
Certo, ho anch'io le mie belle colpe. Esempio: gli amici di U.. Non li vedo più da settembre, sono stato stronzo perchè ho trascorso ventiquattro lunghi mesi molto divertenti e ricchi d'emozioni, ma da più di un anno non li sentivo più miei. E' forse un errore accorgersi di aver commesso uno sbaglio? O forse lo sbaglio non c'è, semplicemente la mia reale natura non sta bene con loro. Ecco, in questa cosa hai pienamente ragione, ma non ci posso far nulla, non mi puoi obbligare.
E poi: la prossima volta che mi inviti a cambiar casa, prima cerca di sincerarti che tutti gli imbianchini possano fare il loro dovere...a dovere; sono contento del tuo consiglio, finalmente mi sono realizzato in tal senso, ma che due palle! Tra maggio e luglio ho passato un periodo tremendamente stressante a causa tua...una buona parola col cugino destino non potevi metterla?
A proposito: cerca di portarti via tutti i tuoi malanni che mi hai sparso per casa quest'anno. Sono stufo di correre in farmacia per causa tua, eh! E la sciatica, e lo stomaco, e il ginocchio, basta! Senza dimenticare le innumerevoli faringiti. Mi raccomando, rimettere tutto in orine per il nuovo inquilino.
Sei stato però molto carino a farmi conoscere tutti i miei amici attuali. Con loro sto bene, mi raccomando non fare lo stronzetto col duemilasette e non riportare informazioni sbagliate.
Non ti montare la testa però...Prima che te ne vada, ricordati di portarti via Maurizio: mi fa pipì in giro per casa, s'è montato la testa e vuole rifare il suo Show, toglimelo dai piedi; lasciami la Daria e ridammi la Raffa, mi fanno tanto compagnia. E rimettimi a posto tutti i CD! Così ci faccio stare anche tutti i libri.
Adesso vai a prepararti per la noche vieja....e non ti riempire la pancia di cagatine...e poco alcool (fai come me)! Altrimenti dopo vedrai che fatica in piscina a buttare giù quei chili di troppo sulla tripa.

25 dicembre 2006

E se fosse il 25 Febbraio?

Sono le 20 del 25 Dicembre e il ciclone Natale è passato. Ma chi l'ha sentito? Io di certo no, come ho già detto il mio Natale 2006 non è attualità ma un ricordo; questo è stato un week-end un po' strano passato tra discoteche e ospedali (tranquilli, sono sano come un pesce lesso). Forse quello che m'è mancato di più rispetto al Natale reale di qualche giorno fa e al tanto desiderato spirito natalizio è il sentimento di unione...o forse c'era ma non l'ho vissuto nel modo corretto. Questo insolito giorno è terminato, tra pranzi sprint e lunghe chiacchierate, oggi era il 25 febbraio. Ad ogni modo, per credenti ed estimatori della festività, Buon Natale. Bah.

Passati che furono nove mesi laMadonna partorì in una Stalla, tra un bue e un asinello. E tale tradizione si è conservata attraverso gli anni, e ancora oggi le donne assistite dalla Saub partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni altro genere di animali. E fu così che nacque Gesù, detto il Salvatore, per gli amici Sasà. E amici, parenti e curiosi si recarono nella stalla a portare doni; pastori con gli agnelli sulle spalle, zampognari, bambini e giovinette attraversarono ruscelli di carta argentata e colline di cartapesta per vedere Gesù Bambino. Giuseppe accoglieva tutti sorridendo e la gente diceva: «Egli è stato toccato dalla grazia del Signore».
Ed ecco che bussarono alla porta della stalla. «Chi è?» chiese Giuseppe. «Magi». «Quelli del brodo?» «No, i Re!» E infatti, aperto che ebbe, vide i tre re magi: Gaspare, Zuzzurro e Baldassarre, con i loro tre cammelli Qui Quo Qua, coperti di
baldacchini, spade, denari, sette bello e primiera patta. Essi portavano in dono oro, incenso e mirra. «Che cos'è la mirra?» chiese Giuseppe. E Baldassarre disse: «Questo non l'ha mai capito nessuno».

Da "Parola di Giobbe" di Giobbe Covatta

22 dicembre 2006

Un senso

Ora che Piergiorgio Welby sta meglio spero che gli italiani possano dare un senso a questa vicenda, riflettendo sull'accaduto e comprendendo quanto sia importante per ognuno di noi affrontare certi temi.
Anzitutto spero che Pannella e Volonté non continuito da opposti fronti a parlare di eroismo o di omicidio, non è né l'uno né l'altro. Spero che i Radicali possano continuare questa campagnia di sensibilizzazione, allargando gli orizzonti del discorso e cercando consensi tra cittadini e istituzioni. Spero che il testamento biologico diventi legale in questo paese. Spero che gli italiani laici si facciano coinvolgere in questo dibattito, affrontando il problema con coscienza e non per partito preso. Spero che gli italiani cattolici preghino per Welby e accolgano idealmente tutti quelli come Welby nella propria famiglia, per poter provare sulla propria pelle cosa significa stare accanto ad una persona con un desiderio così profondamente sincero. Spero che il dottore che ha staccato il respiratore non venga incriminato per una giusta causa, perché quella di Welby non è eutanasia: un uomo che rivolge un disperato appello al Capo dello Stato e ai giornali (e quindi a tutti i cittadini), un uomo che è capace di vivere con una grandissima dignità questi ultimi suoi anni di sopravvivenza è un uomo cosciente e lucido; Welby sussurrava le proprie volontà al mondo intero, dalla propria stanza, dal proprio letto, dal proprio cuore. Quella di Welby non è eutanasia, è benevolenza verso un poeta della vita.

Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude.

Concludo con le sue ultime parole, sempre sussurrate: Grazie, Grazie, Grazie.

20 dicembre 2006

L'oroscopo di Brankosphemo

Cari amici e care amiche, eccoci qui per l'irrinunciabile appuntamento de...l'oroscopo! Anticipiamo Paolo Fox e Sirio, bruciamo l'esclusiva ad Astra e cerchiamo di sapere cosa ci riserva il duemilasette. Partiamo da un segno a caso.

SCORPIONE
Lavoro
Il duemilasei per lo scorpione è stato un anno veramente controverso, soprattutto tra gennaio e luglio il carico lavorativo è aumentato in modo considerevole, favorendo periodi di forte stress e tensione. Grazie alla vostra tenacia (e alle vacanze) siete riusciti a mettere un freno a tutto ciò e ora possiamo dire che va un po' meglio.
Il duemilasette sarà probabilmente un anno di cambiamenti, piccoli o grandi che siano avranno un'influenza positiva sulla vostra carica lavorativa.

Salute
Il duemilasei è stato un anno pessimo: infiammazioni, dolori articolari, problemi all'apparato gastro-intestinale non sono mancati; sintomi forse di uno stress eccessivo. Per il duemilasette un solo rimedio: relax, relax, relax.

Amore
I numeri: nel duemilacinque, cinque ragazzi incontrati; nel duemilasei, sei; previsione per il duemilasette? Un numero imprecisato tra sei e otto (magari sei e mezzo perché il nano di Fantasilandia è diventato vedovo, ndr.). Il vostro savoir-faire mieterà ancora vittime, andateci piano coi coltelli. Per il resto, un solo rimedio anche qui: resistere, resistere, resistere.

Bene, per tutti gli altri segni zodiacali, sono a vostra completa disposizione. Telefonate, telefonate, telefonate!
Brankosphemo vi augura un sereno duemilasette!