27 luglio 2007

E' inutile. Non sono in grado. punto.

- dire basta: sono esagerato in tutto, non ho il senso della misura, aiuto, ho bisogno di qualcuno che mi dica se sto esagerando
- guidare una Vespa: non ho mai capito come si inseriscono le marce, credo inchioderei ogni due secondi, provengo da anni con il Piaggio Ciao
- usare il cellulare: qualcuno non ha ricevuto alcuni miei sms?
- prendere a sberle qualcuno: certi buffetti invece...hey, mascherina!
- mentire: è mai possibile disimparare? Sì, mi sono accorto che non so più mentire, o perlomeno inventarmi balle sostenibili.
- dire che sono bisessuale: visto che non so mentire? [Il soggetto è rosso in viso e trattiene il fiato, assieme alle risate]
- usare con parsimonia i detersivi: ebbene sì, sono responsabile dell'inquinamento globale, è come se usassi il Lysoform Casa al posto dell'acqua (adoro la schiuma in stile Pretty Woman)
- farmi i fatti miei: solo spetegules però, mai invadere il territorio altrui
- stirare i miei pantaloncini con le pence e curvi sopra il ginocchio: ore e ore col ferro da stiro in mano
- giocare a briscola: se avessi detto a scopa, sai quante battute sprecate
- andare d'accordo col gatto del mio cortile: c'è una antipatia reciproca
- fare le scale a due a due: il mio equilibrio non me lo permette
- mangiare gelati e ghiaccioli lentamente: certi mal di testa poi...
- dire Matlock senza quel suono strano nella T che assomiglia di più ad una C: W Paolino Paperino
- dormire più di sette ore a notte d'estate: il mio orologio biologico ha ritmi insostenibili d'inverno
- cucinare il pesce, specialmente i tranci di tonno: ops....ma certi miei primi sono delle delizie (è inutile, non so mentire).

26 luglio 2007

Voglio vederti danzare

Negli ultimi tre mesi Blasphemo ha cambiato tantissime abitudini.
La mia vita è sempre la stessa: faccio lo stesso lavoro, ho gli stessi amici, gli impegni sono sempre gli stessi, gli hobby pure.
Mi lamento di condurre sempre la stessa routine, nonostante i cambi significativi avvenuti in passato (credo sia un problema comune a molti); sto cercando di riscoprire qualcosa di particolare, la meraviglia: il disincanto credo sia la chiave giusta per vedere sotto un'ottica diversa anche le cose più noiose che la vita mi offre. Ammetto che si provano sensazioni assai strane, ma virtualmente mi fa ringiovanire di almeno sedici anni.

Tra i miei svaghi, ad esempio, c'è la discoteca, ora sto cercando di evitarla: il troppo stroppia, e ultimamente il livello di divertimento è notevolmente scemato, facendo accrescere la mia solita sensazione (1 e 2) di vuoto in mezzo alla pista affollata.

Oggi, però, avrei voglia di sfogare i miei piedini: in casa, scalzo, luci soffuse e questa canzone in sottofondo; ho voglia di cantarla in playback facendo quelle facce appassionate, ho voglia di ballarla fino alla nausea con movimenti sinuosi, per poi lasciarmi andare sul tappeto.

Magari così mi ritornerà la voglia di tornare in discoteca.

Se la ballassi da solo non ci sarebbe nulla di nuovo, solo un paio di ballerine paillettate potrebbero rappresentare il diversivo. Piuttosto, qualcuno mi fai compagnia? Ehiiiii, tu?! Why SHOULD I wait?

Occhi

I suoi occhi verdi sfuggono ai miei. E' uomo d'altri tempi, orgoglioso tenace ma generoso: dimostra a stento il proprio affetto, nascondendolo proprio insieme ai suoi occhi.

I suoi occhi sono scuri e pieni di sangue, li nasconde dietro un paio d'occhiali molto sofisticati e sotto la visiera di un cappellino, anche quando non c'è il sole. Non mi sorride mai, ma alla sua bellissima bambina non mancano mai attenzioni, i suoi occhi sono tutti per lei.

I suoi occhi sono vitrei, freddi e nordici. Non sono capaci di fissare il vuoto, hanno sempre un punto focale ben preciso, sono occhi che sanno il fatto loro.

I suoi occhi sono verdi e pieni di lacrime. Non è strano vederli così, devastati dalla felicità e dal dolore, ma vorrebbe tanto che quei suoi occhi non fossero mai visti in quello stato, nemmeno da me, e li nasconde dietro le sue mani.

I suoi occhi sono ammalianti, vivi e mediterranei. Ti fissano come pochi altri sanno fare, forse per creare un canale di comunicazione, per parlarti: non ho ancora capito cosa mi stiano dicendo, non ho nemmeno capito se questi occhi non parlano perché hanno paura, ma qualsiasi cosa mi vogliano dire io li ascolterò.

Sto ascoltando: The Streets - Dry your eyes

Io odio

Odio quando le chiavette USB perdono i dati.
Dannata chiavetta USB, me la pagherai.

I hate you so much right now...

21 luglio 2007

Che je succede a la chiappa?

Piccola eccezione: nei post metto molto raramente foto e filmati, ma è un occasione molto particolare.

Mi rivolgo a te, carissima lettrice: si, proprio tu, lei era uguale a te, stesse espressioni, stesso fisico, stesso carattere. Come se non bastasse, stessi acciacchi. Non si può non voler bene alla sora Lella, come è impensabile non voler bene a te.
Tutte le volte che rivedo questo film rido e piango, come un deficiente.




19 luglio 2007

La maison (I'd rather be with you)

Faccio un po' il tamarro, metto il braccio fuori dal finestrino, voglio godermi il calore che sale dall'asfalto di Corso Buenos Aires. Guardo fisso la macchina davanti alla mia, perlomeno questa volta non memorizzo la targa. Accendo l'autoradio come sempre, faccio zapping nervosamente. 1, 2, 3, 4, 5, 6 ...5: alzo il volume, in onda c'è uno dei pezzi più belli dei Gabin, La maison.Eh già, sto tornando a casa, in compagnia di Nelly Furtado, Dido e Britney Spears: le prime due sedute lì, sul sedile del passeggero una in braccio all'altra e alla facciaccia dei vigili, la terza invece è svaccata sul sedile posteriore (non l'avrà mica scambiato per un divano dell'IKEA?); in realtà Britney non l'avrei mai scarrozzata se non fosse stato per le suppliche, non mi piacciono le ragazze scriteriate.

Quella sensazione di torpore alimentata dalla canicola che mi capitalizzava fino a qualche ora fa è ormai svanita; sono quasi arrivato a casa, l'orologio vicino al contachilometri segna le due e un quarto: è tardi ma non m'importa, del resto non succede tutte le sere di uscire con tre starlet, so già che quando arriverò a destinazione queste tre fanciulle se ne andranno. Ora la radio passa House of the rising sun degli Animals.

Sono in camera, le persiane sono aperte perché qui dentro c'è aria viziata; sono sul letto, sento qualcuno fischiettare: la curiosità è tanta, guardo fuori e vedo la piazza illuminata a giorno completamente deserta, ma noto passeggiare sul marciapiede proprio sotto la mia finestra una donna dai capelli lunghi e corvini; mentre rovista nella sua borsetta color turchese osserva i manifesti dell'edicola accanto, lei non mi può vedere, continua a fischiettare in modo ansioso questo motivetto mentre scompare dietro l'angolo. Chissà dov'è casa sua.

La mia casa è qui, ma potrebbe essere ovunque, e stasera era anche in centro a Milano, la stessa in cui vivono Nelly Furtado, Dido e Britney Spears: in una casa puoi trovare tre cantanti, un complimento, l'accoglienza, qualcosa che ti sorprende. Adoro le sorprese.

Il cellulare suona un paio di volte poi si ammutolisce, i miei occhi diventano sempre più pesanti.

In realtà ci doveva essere anche Beyoncé in auto con me, ma quando mi ha fatto notare che non ricordavo il titolo di questa canzone veramente stylosa se l'è presa e se n'è andata via a piedi. Peccato.

18 luglio 2007

Il mio nome è Cò

Ciao sono Cò.
Beh, diciamo che il mio nome non si pronuncia proprio proprio così, ma fa lo stesso.
Hai visto quant'è bella la mia biciclettina? Di che colore è? ÖSSA, le ruotine BANCHE e il manubrio BU. Mi piace girare per la sala, soprattutto andare a marcia indietro e mettere qualsiasi cosa nel cestino, questo qui. Ecco, adesso ci metto questa macchinina...l'hai mai vista questa mia macchinina? Tutti mi dicono che era di mio zio, ma non è vero, è mia. Anzi adesso invento la canzoncina della macchinina...♪♫ NINA ♪♫ NINA ♪♫ NINA ♪♫. Vi piace? Perché non applaudite?
Adesso corro a prendere la jeep di Daisy...quella di Hazzard, eh sì perché quando gioco ho la TV accesa e quando la macchina di Bo e Luke salta anche le mie lo fanno!
Mi piace andare a trovare la nonna TETA che abita qui sopra...come? Beh, io so pronunciare bene il suo nome, l'ho detto diverse volte, ma preferisco TETA. Al nonno invece non regalo nessun giocattolo, lui è bravo con me ma ho paura che me li porti via. Mi piacciono tanto le coccole della mia mamma, e anche quelle del mio papà...eccolo che arriva con la moto! A me piace la sua moto anche se non è una vera moto, invece quelle che passano e fanno tanto rumore mi fanno piangere.
Guarda un po' chi è arrivato! Lo zio! Quando arriva sono contento ma ho un po' di vergogna, trattengo a forza il sorriso; lui mi fa giocare, mi racconta tante cose e io ripeto tutto quello che mi dice, lui parla parla parla, e io ripeto ripeto ripeto. Altre volte mi sembra quasi che mi prenda in giro, e allora io lo fisso con i miei occhioni verdi (che sono uguali ai suoi): se non la finisce di prendermi in giro io piango! Lui è abbastanza severo ma non alza mai la voce con me (la mamma si), però faccio sempre quello che mi dice perchè, come ho già detto, ho un po' paura di lui.
Hai visto? Ho mangiato tutto, e sono stato bravo. Anzi, fatemi un applauso, sennò mi arrabbio.

14 luglio 2007

La posta di ovvero (2° puntata)

Torna, a grande richiesta (mia), la posta di Ovvero: la rubrica che da' voce a dodicenni (o aspiranti tali) cercando di aiutarli a risolvere i problemi che la vita quotidiana pone a questi adolescenti: dove attacco l'adesivo e il poster trovato questa settimana nel giornaletto? Altro che Cioé, viva Ovvero!
La nostra redazione a fatica è riuscita a selezionare questa e-mail (arrivata all'indirizzo di posta elettronica che potete trovare in questo blog) di un ragazzo con un problema relazionale.

Ciao Blasphemo...ma ti devo chiamare così? O è meglio redazione di Ovvero? Ho un problema.
Domenica scorsa ho incontrato nuovamente un ragazzo che ho frequentato per qualche settimana l'anno scorso, poi lui mi ha piantato con una scusa dicendomi che "non ero il suo tipo": in cuor mio sapevo che non era vero, che la causa era una mia sfuriata per avermi piantato da solo in mezzo alla pista per più di venti minuti con la scusa di dover andare a salutare i propri amici sparsi chissà dove in discoteca. Ecco, s'è ripresentato e sembra aver dimenticato quella palla raccontatami per liquidarmi...e ora vuole rivedermi di nuovo, non credo per una semplice uscita di cortesia. Che faccio? Questo non è un periodo di vacche grasse, non conosco gente da un po'...sono confuso...aiutatemi! Vi prego, pubblicate la mia lettera. Grazie.

Lettera Firmata


Carissimo lettore, anzitutto in redazione siamo in molti, quindi ci devi chiamare redazione di Ovvero! Il tuo è un problema ricorrente; sappi che il lupo non perde mai il vizio, e sicuramente quella "balla" da lui inventata a suo tempo si riproporrà nuovamente se gliene darai l'occasione, in un'altra forma; ci scrivi che l'hai frequentato per poco tempo e non hai granché da spartire con lui, quindi non ti abbattere e impedisci a questo sedicente semisconosciuto di raccontare altre frottole: con lui hai dimostrato la tua aggressività, sappi che non è sempre un danno palesarla, eppoi le vacche magre sono sempre in tempo per ingrassare.In bocca al lupo!

09 luglio 2007

Almanacco

Il 9 luglio è il 190° giorno del Calendario Gregoriano (il 191° negli anni bisestili). Mancano 175 giorni alla fine dell'anno. Oggi si festeggia Santa Veronica: deriva dal nome latino Veronica, traduzione dal greco = portatrice di Vittoria, Berenike (vedi Berenice). Il sole è sorto alle 05.43, tramonta alle 20.47.

Sono nati oggi:
1933 - Oliver Sacks, neurologo e scrittore
1937 - Roberto Gervaso, giornalista e storico italiano
1947 - O. J. Simpson, giocatore di football americano, attore
1950 - Adriano Panatta, tennista italiano
1956 - Tom Hanks, attore statunitense
1957 - Kelly McGillis, attrice statunitense
1964 - Gianluca Vialli, calciatore
1965 - Courtney Love, musicista

E' accaduto oggi nella storia:
1540 - Enrico VIII d'Inghilterra annulla il suo matrimonio con la quarta moglie, Anna di Cleves
1789 - A Versailles, l'Assemblea Nazionale Costituente viene formata dall'Assemblea Nazionale Francese e inizia a stilare la Costituzione francese
1816 - L'Argentina dichiara l'indipendenza dalla Spagna
1942 - Olocausto: La famiglia di Anna Frank si nasconde nell'attico sopra l'ufficio del padre in un magazzino di Amsterdam
1978 - Sandro Pertini presta giuramento come settimo Presidente della Repubblica Italiana; è stato eletto l'8 luglio con 832 voti su 995
1997 - La licenza di pugile di Mike Tyson viene sospesa per almeno un anno ed egli viene multato per 3 milioni di dollari, per aver morsicato un orecchio a Evander Holyfield durante un incontro
2006 - Blasphemo va a vivere da solo nel suo eremo.


Altro che Paola Perissi...io sono meglio! E ora...sigla.

03 luglio 2007

Run away

Da piccolo spesso ti rifugiavi ovunque per avere un po' di privacy, a casa tua non ce n'era molta: qualsiasi cosa dicessi o facessi, immediatamente veniva registrata da un orecchio indiscreto o passato ai raggi X da un occhio poco benevolo (fiducia zero!); sfruttavi una stanza ripostiglio sotto il vostro appartamento oppure correvi al vecchio deposito edile abbandonato non lontano da casa.
A tredici anni volevi solo scappare: i problemi più o meno importanti che dominavano la tua vita brufolosa erano una spinta, chissà quante volte avrai considerato la tua casa una prigione ovattata, senza un soldo però non si va da nessuna parte e con quelle magagne ci dovevi convivere.
A diciotto anni l'automobile ti portava lontano, e avresti voluto che quella vecchia Fiat Tipo non si fermasse mai, ma la benzina prima o poi finisce.
A venticinque (quasi ventisei) ti ritrovi in una casa, finalmente tua, e ti accorgi che è passato un anno da quando ti sei chiuso la porta dietro le spalle: è la tua nuova prigione, ma ti trovi a tuo agio; allora ti viene in mente che quella stanza ripostiglio ora è una camera da letto in un nuovo appartamento, che quel deposito ora è un centro residenziale; ti rendi conto che i brufoli non sono mai stati un problema e che la tua Fiat Tipo ora sarà parte di un frigorifero o di una lavatrice.
Ti rendi conto che finalmente sei riuscito a fuggire e, nonostante il fiatone, le gambe reggono: la tua dipendenza non c'è più, e il tetto sopra la testa è solo una componente di questa dipendenza. Sei quasi libero, e ti vien da ridere.

Quando uno non può scappare e dipende costantemente dagli altri, impara a piangere ridendo.
Ramón Sampedro alias Javier Bardem in Mare Dentro (di Alejandro Amenábar)

22 giugno 2007

Beata gioventù?

Si sta ancora asciugando i capelli ma ha già indosso pantaloncini e scarpe. Si avvicina allo specchio dello spogliatoio con un poco di timore, sussurra "che schifo" togliendo l'asciugamano dalla testa.
Tornando indietro verso il borsone abbandonato sulla panchina, rivolge la sua attenzione su di me per qualche secondo: occhi azzurri, il suo torace non è per niente scolpito e sembrerebbe quasi che abbia bisogno di metter su qualche chilo perché é veramente magro; le sue braccia sono esili ma come la gran parte dei suoi coetanei è molto alto, il suo viso è un po' spigoloso, sbarbato ma grazioso.
Ogni volta che alzo lo sguardo incrocio i suoi occhi. Prendo cuffia e occhialini, chiudo l'armadietto e mi lascio quegli occhi alle spalle.

Tredici anni. Avrà avuto più o meno questa età, certe situazioni mi fanno capire due cose:
1) A novembre varcherò la soglia dei 26 anni, e non potrò più rientrare in quella giovanile fascia d'età 18-25 tanto cara ai sondaggisti (e quella under 18 è ancor più lontana)
2) Quanto ero ingenuo a tredici anni (e quanto lo sono anche ora): non avrei mai avuto il coraggio di osservare con un certo interesse qualcuno che abbia il doppio della mia età.

Moi je m'appelle Lolita...eh....'na volta!

19 giugno 2007

Al Pride con mio padre

In diversi blog ho letto testimonianze dal Gay Pride di Roma.
Pride sì, Pride no, non so se un giorno parteciperò mai a questo evento: non c'è nulla che mi possa ostacolare, ma niente ora mi spinge a farlo, c’è solo la curiosità ricorrente verso qualcosa che non conosco (o conosco solo tramite le immagini televisive).
Forse c’è una sola fantasia, quella di potervi prendere parte anche con mio padre: lui sa benissimo di me, non c'è alcun conto in sospeso o segreto da svelare, credo però non potremmo farci regalo migliore. Io potrei comprendere cosa vuol dire essere un uomo di 69 anni, lui rivivrebbe i suoi 25 anni nel 2007.


Il vecchio Luce sapeva chi erano tutti i finocchi e le lesbiche degli Stati Uniti. Non avevate che da nominare qualcuno - chiunque - e il vecchio Luce vi diceva se era finocchio o no. [...] Lui diceva che erano finocchi certi individui che erano addirittura sposati, Dio santo! [...] Diceva che uno come niente può diventare finocchio dalla sera alla mattina, se ne ha tutte le caratteristiche e via discorrendo. Ci metteva addosso una paura infernale.Io vivevo aspettandomi di diventare finocchio o qualcosa del genere.
J.D. Salinger - Il giovane Holden

10 giugno 2007

Good As You (il mio festival dell'ovvietà)

Avviso ai gentili lettori: questo post celebra l'ennesima edizione del festival dell'ovvietà; non ci sono contenuti espliciti, ma banali.

La scorsa settimana s'è celebrata al Teatro Strehler di Milano la ventunesima edizione del festival del cinema gay, lesbico e queer culture (e dire queer culture, fa già figo abbastanza); come una debuttante pronta al ballo di fine anno scolastico, mi sono per la prima volta avvicinato a questa manifestazione con la curiosità di rito. Evento organizzato in modo impeccabile, se devo essere sincero l'appuntamento che mi ha attirato in Largo Greppi per ben due serate è stato l'angolo della Scatola Magica: Diego e Pina di Deejay sono stati veramente bravi a calarsi nei panni di moderatori di interessanti caffè letterari, mantenendo il proprio stile radiofonico del tutto colloquiale.

Il buon Witty ha lanciato tempo fa una provocazione, rifare in chiave gay il disco Frangetta - Milano is burning, lanciato tempo fa da Deejay Chiama Italia e liberamente ispirato al ben più blasonato Roma Addio! di Remo Remotti; quello che ne è venuto fuori è Gayland is burning che, con lo stesso spirito dei pezzi-pilota, mette in risalto una serie di contraddizioni tra il divertente e il becero: contraddizioni che, a noi della parrocchia potranno pure non piacere, ma fanno parte di questo mondo fucsia come il body di Madonna in Hang Up.
Una canzone-denuncia è già in sé il festival dell'ovvietà, ma come in molte altre situazioni un pizzico di consapevolezza in più non fa mai male, magari ridendoci pure sopra.
E allora che c'entrano saune/chat/dark room e zone industriali con festival del cinema/libri e informazione? C'entrano eccome, sono le contraddizioni che compongono un mondo così particolare come il nostro. Io stesso sono stato vittima (e tuttora mi sento ancora vinto da questo pregiudizio) del fatto che ahimé ci debba essere un solo modo di vivere la propria omosessualità..
Vivere da gay o solo da omosessuale? Due culture, l'una erede dell'altra. Non voglio di certo mettermi ad elencare similitudini e differenze, sarei la persona più inadatta ad impegolarsi in una faccenda del genere visto che la mia visione è ancora molto ristretta a causa di una latente inesperienza.

In un certo senso credo di aver gettato via una decina d'anni, ce ne ho messo di tempo per trovare la mia strada, mi vien da dire però che forse altri tre anni se ne sono andati senza che mi accorgessi di qualcosa di diverso: la diversità nella diversità, un valore aggiunto che può essere rappresentato da un qualunque festival del cinema o da altre piccole esperienze alternative (o anche solo complementari) al semplice carnaio di vetrine o passerelle reali o virtuali. Insomma, qualcosa di cui andare veramente orgoglioso, un piccolo pride, magari da condividere con amici (come nel mio caso).

Good As You. Traduzione letterale, buono come te: perlomeno quanto te, eterosessuale dei miei stivali. Un affermazione del genere racchiude un aspetto inorgogliente, e il fatto che si parli di Gay Pride mi da' l'impressione di un concetto ridondante: so di essere buono quanto te, te lo dico già, perché sottolineare l'orgoglio?

Confessions

L'adrenalina sale. Questo è quello che sento quando faccio una confessione, e ultimamente l'eccitazione non è mancata: non lo faccio facilmente, togliere il velo a qualcosa di segreto non mi dispiace affatto, anche se è una vera banalità; in questi giorni diverse persone mi hanno fatto una serie di confessioni, non nascondo che ciò mi inorgoglisce e mi fa star bene.
Lasciatemi dire queste cosette:

- adoro gli omogeneizzati alla frutta
Chicco, dove c'è Blasphemo...
- so di fare il figo con la musica, ascolto la BBC e programmi radiofonici particolari, ma ogni tanto anche Radio Rai, soprattutto Radio1 e Radio3; aggiungo pure (udite udite) RISMI anni '60
le strade piene, la folla intorno a me...
- Ho visto due volte Parigi, due Londra, Barcellona, Praga etc...ma mai Roma
C'è qualcuno che sta a Trastevere?
- Odio Tiziano Ferro. Sarà pure bravo come dite, ma per me non vale una cicca e se la tira tantissimo.
so che mi attirerò le ire di certe tifoserie
- Riccardo Scamarcio non mi piace
so che mi attirerò le ire di certe tifoserie
- Leggo poco, e lentamente: mi piace la compagnia di una lettura
sono pigro, qualcuno mi consiglia un buon libro?
- Fino a poco tempo fa, non conoscevo la differenza tra sauna e bagno turco
non sono un ragazzo imparato
- L'altra sera, ho detto ad una donna che non mi sarebbe dispiaciuto fare sesso con lei perché mi piaceva.
chiedere è lecito, rispondere è cortesia: lei ha domandato, io ho risposto, meno male però che costei sa che ho altri gusti
- Sono ipocondriaco, ma solo se ho in corso una delle mie soliti faringiti
Froben, tachipirina e antibiotici sono i miei migliori compagni in certi periodi
- Faccio pipì decine di volte al giorno
bevo tanta acqua, tin tin
- Adoro guardare un film in bianco e nero
i colori ce li metto io
-
questo spazio vuoto lo dedico al silenzio, adoro il frastuono del silenzio

- ogni tanto faccio in giretto dall'estetista, mi piace essere riverito per un aspetto futile
non vado più dal parrucchiere e quindi...eppoi si capisce che sono gay, no?
- ho paura
e chi non ne ha di me?
- Canto. Tantissimo, un po' a causa della paura
vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia...
- Odio i democristiani, ma Tabacci ci sa fare
la Balena bianca non è morta...
- Mi piacciono anguria/cocomero, cetrioli e ravanelli ma non li digerisco
evvai con la Citrosodina...
- Non ho mai visto un film gay fino a giovedì sera
in che epoca sto?
- Non ho mai visto un film porno
ma dove vivo?
- ho la fissa per la pulizia personale, in particolare per denti e piedi
a sessant'anni avrò la pelle consumata

Questa mattina (domenica), ancora con le cacchette negli occhi, ho acceso eccezionalmente la TV e ho ascoltato per mezz'ora la televendita di "Disco Fever" con KC della KC & Sunshine Band: com'è invecchiaaaaato!! (com'era - com'è). Non ho altre confessioni da fare, con la televendita ho toccato il fondo.

04 giugno 2007

Semejante

Cara Pina e Caro Diego, mi sono invaghita di un ragazzo che assomiglia al mio ex, che a sua volta assomigliava tantissimo al mio cantante preferito. Faccio bene?

Avevo già avuto occasione di riflettere su questo particolare, ma non su questo blog.
Lo ammetto, anch'io ci sono cascato, a differenza dell'ascoltatrice di Pinocchio io non ho un ex da ricordare e da porre in paragone, però posso sicuramente affermare che ci sono un paio di caratteristiche che ricorrono in alcuni soggetti che ho conosciuto.
Venerdì scorso, durante il viaggio verso il posto di lavoro, il mio cellulare squilla e nell'intestazione dell'sms compare un nome che ricordo tutto sommato con piacere; lo rividi un paio di mesi fa a quasi un anno di distanza dall'ultimo saluto che ci scambiammo via telefono, c'intrattettenemmo giusto il tempo per i convenevoli di rito e poi ci congedammo.
Ecco, lui ha qualcosa in comune con altre persone che ho frequentato, potrei fermarmi al particolare fisico (che talvolta risulta evidente), ma pensandoci bene anche nel carattere c'è qualche dettaglio non trascurabile: stessi occhi, stessa forma del viso, stesso entusiasmo, stessa positività.
Non è nel mio intento far paragoni, ma è curioso quanto questi particolari siano riscontrabili anche in me, e non credo sia reato scoprire qualcosa di noi stessi negli altri.

Qualcuno mi spiega perché questa sera continua a girarmi in testa la sigla di Arnold? Che cosa stai dicendo Willis?!

30 maggio 2007

T.F.R. - Trattamento di fine rapporto *

*se di rapporto si può parlare

Il 30 giugno si avvicina, dovrò prendere una decisione in merito all'annosa questione del cosiddetto TFR, la vecchia liquidazione. Tesoretto in azienda o fondo pensione in prospettiva futura? Sulla bilancia solo due opzioni. Tutti hanno le proprie ragioni, pochi hanno le idee chiare. E' una decisione difficile e definitiva, sicuramente se intraprenderò la strada della pensione complementare non potrò più cambiare, certi vincoli legislativi a mio avviso sono molto stretti; dall'altro, non potrò mica far ammuffire i miei soldi in tasca al mio capo...ma chi può darmi consigli sinceri? Per sindacati banche e assicurazioni, in misure diverse, la questione è di puro interesse economico, ascolterò taluni consigli ma dovrò prendere una decisione senza troppe influenze.

Il mese di giugno é vicino, i cosiddetti nodi verranno al pettine. E' verò che finora le promesse le ha mantenute, ma il mio spirito catastrofista mi fa sempre prevedere certi futuri avvenimenti con occhio non benevolo; entrambi abbiamo preso le nostre decisioni, io prima di lui ho deciso di fare un cambio di rotta a causa della ingarbugliata situazione: un mese fa gli ho sbattuto in faccia il telefono, spingendolo a dare quel colpo di reni alla sua vita, a far pulizia di vecchie problematiche che si trascinava insensatamente; certo, le persone non si dimenticano, se perdi la testa per qualcuno di sbagliato ne vieni fuori con le ossa rotte, ma è puro masochismo quello di immolarsi e farsi carico dei problemi altrui soprattutto se abusa della tuo altruismo: lo stress da routine quotidiana inoltre non ti aiuta affatto a prender coscienza di tutto ciò, ti danni l'anima sguazzando nei problemi senza risolverli ed è un po' come lamentarsi di dieci chili di troppo qua è là davanti ad un barattolo di Nutella.
Non dimentico lui, le cose belle che in così poco tempo ho potuto conoscere, la sua limpidezza che mi ha voluto dimostrare fin dall'inizio in merito a questa situazione; sono stato comprensivo e per questo ricambiato con molta considerazione e apprezzamento; non poteva conoscermi in un periodo migliore nonostante tutti i casini che gravitano attorno al pianeta Blasphemo (non sul pianeta Blasphemo). Detto questo, nonostante il suo volere ho deciso di interrompere, non potevo sopportare certe insicurezze: il motivo è molto semplice, quelle indecisioni mi appartengono, ma da tempo me le tengo lontane; a qualcosa son servito, il giorno dopo ha fatto piazza pulita, s'è convinto di dover sistemare alcune cosette (lui dice, grazie a me), e ha continuato a farsi sentire con convinzione e regolarità.
E io? Io sono impassibile con tendenza all'incazzatura facile; Dispiaciuto, solitamente ho l'abitudine di interrompere quando c'è qualcosa nella relazione che non va bene, non per cause esterne; sereno, perché non potevo fare una scelta migliore. Non tollero però i suoi ripetuti tentativi di dare un nome a questa fase tra me e lui, e cioè amicizia.

Come diceva Romeo in sono pazzo di Iris Blond...

Punto primo: conosco ancora poco il concetto di amicizia, è vero, ma nella rubrica del mio cellulare non compaiono amici che ho "pasticciato"
Punto secondo: per essere ammesso al ristretto club c'è l'esame di ammissione, non è come fare un'autocertificazione all'anagrafe
Punto terzo: ho già sentito certe richieste, ma dopo un paio di occasioni credo che il soggetto sconosciuto sia scomparso (come il mio interesse)
Punto quarto: se si ha fiducia in una persona sconosciuta che può averci aiutato poco o tanto, non c'è bisogno di dare un nome al rapporto, basta averlo.

Se potessi consigliargli, dopo il suo ritorno da Parigi, un consulente come quelli di Ennio Doris ma che sappia dare buoni consigli...ah già, esistono a questo mondo, si chiamano amici.

22 maggio 2007

She

Sul suo volto splende il sorriso: avrà poco più di vent'anni, capelli corvini, la mediterraneità gliela si legge persino negli occhi. Le sue mani affusolate e per nulla segnate dal tempo rappresentano giovinezza e femminilità. Le sue lentiggini poco evidenti la ancorano ad un'eterna adolescenza che sicuramente le farà vivere la vita con l'entusiasmo che si ha a quell'età così tormentata.
Ti accoglie con gentilezza, la sua semplicità fa persino venire i brividi, sono certo sia pure una persona limpida. Si rivolge a me sincerandosi che la mia giornata sia stata piacevole, e io faccio altrettanto.

Se solo io...

...e complimenti per la trasmissione!

So benissimo di essere una persona che spesso ricorre ai complimenti per sottolineare la stima che prova verso un determinato soggetto in un qualsiasi ambito; questa pratica purtroppo non funziona tanto bene quando il destinatario sono io: la mia forte autocritica sovente mi ha impedito di ascoltarle, di percepirle e farle mie; le esperienze e la maturità ti abituano ad apprezzarle, ma purtroppo negli ultimi tempi il processo s'è bloccato col rischio di far marcia indietro. Sono letteralmente sommerso dai complimenti.

Prima che possiate raggiungere er fruttarolo (come dicono a RRoma) per rifornirvi di ortaggi, datemi almeno la possibilità di giustificarmi.

Faccio un esempio: la reazione comune in conseguenza ad un apprezzamento fisico è quella di incassare senza troppi ringraziamenti, nel mio caso nonostante l'autocritica sia rivolta in primis a questo ometto tascabile che a fatica dimentica di avere dei difetti seppur poco evidenti; ben vengano, quindi.
Ciò che faccio veramente fatica ad apprezzare sono i complimenti rivolti al mio essere, come ho detto prima trovo del tutto strano che ultimamente si siano accorti tutti del mio carattere, chiamiamolo così, lodevole (l'assurdo è che mi incazzo più facilmente, il masochismo andrà di moda nell'estate 2007?).
Quantità non è sinonimo di qualità: molte di queste affermazioni sono parole in libertà, semplici mezzucci per evitare certe situazioni; per farla breve, delle balle. Altre invece sono sincere, affidabili, però il rischio è di farne tutt'un fascio. Forse sono anche queste situazioni a farmi incavolare ancor di più, non vorrei superare un certo limite, magari mollando un malrovescio al primo malcapitato in buona fede. Naaa...ho paura pure ad uccidere le mosche.
Non voglio arrendermi all'idea che si debba necessariamente fingere in tutto.

Spero tanto di non dimenticare che, in fondo, non sono poi così male.
Spero tanto di non dimenticare ciò che mi ha detto e scritto C. e, in generale, la stima reale di tutti i miei amici.

Soggetto 1: Ma sai che non sei niente male anche tu?! [risatina isterica]
Blasphemo: Ehm...grazie...ehm...
Soggetto 2: Ma non lo capisci? Non te lo da'! Non gli piaci!
Soggetto 1: [espressione da cagna bastonata]
Blasphemo: Ma sai che sei un grandissimo stronzo?! (rivolto al Soggetto 1)

19 maggio 2007

No C.C.

Ore 9.15, i parcheggi sono ancora quasi vuoti, metto piede nel centro commerciale ancora deserto. Alle casse del supermercato c'è già qualche cliente, ma i carrelli sono praticamente vuoti.
Mi serve una maglietta, giusto per far crescere l'autostima del mio armadio, ultimamente messa a dura prova dall'operazione "sacco dell'immondizia"; giro per negozi, ma niente di soddisfacente; il commesso di Passatempo, che in onore al negozio ha raggiunto l'età di Matusalemme, incrocia il mio sguardo per un nanosecondo e spudoratamente mi dice "ciao...dove ci siamo già visti?" e io "mmmh....non lo so": fortuna che quel negozio ha tutta roba cara e lontana dai miei gusti. Spudorata.
All'US Fashion Store i capi sono pochi e non mi piacciono, da Bloom i vestiti femminili hanno invaso lo spazio maschile e quel che resta fa veramente pena; mi dirigo verso un negozio di cui non ricordo il nome ma che tempo fa aveva un bell'ometto come piegamagliette, ma la delusione è cocente visto che al suo posto c'è una donna e di t-shirt carine non ce n'é nemmeno l'ombra. Da Tank fortunatamente trovo qualcosa, ringrazio la commessa Punk che oltre ad avermi ordinato la maglietta della mia taglia mi ha fatto star bene con una affermazione del tipo "ti preferisco anch'io con le magliette più aderenti". Grazie tesoro ti farò conoscere un mio amico punk che, in quanto a gusti sessuali, ti possa soddisfare.
Per finire, la commessa della profumeria XXX (...?) riesce a spillarmi 30 euri per una crema, dopo un trattato scientifico sull'utilizzo di creme/scrub/detergenti e avermi reso felice con una quantità industriale di campioncini.
Esco da questo negozio, mi ritrovo immerso nella folla tra pacchetti, sportine (ma quanto mi piace questo termine?) e bambini che giocano con palloncini o strattonano il papà per quel giocattolo tanto ambito.
Ecco perché adoro le botteghe di paese, quelle in cui posso raccontare i cazzi miei al negoziante; quelle in cui è assolutamente vietato chiedere informazioni senza comprare, quelle in cui il salumiere ti chiede "è un etto e quaranta sciura, che faccio, lascio?".

Sarò nostalgico e antistorico, ma adoro quelle insegne malfunzionanti. Purtroppo sono anch'io vittima di questo trend, ma non ci posso fare nulla, è disarmante questo.

16 maggio 2007

Chiaro...no?

Qualche sera fa ho sognato che andavo a prendere mia figlia a scuola, solo che nel momento in cui ho tentato di riavviare l'automobile, non andava più. Ho chiesto così aiuto ad una mia amica; lei gentilmente ha accettato di accompagnarmi a casa, ma subito dopo esserci messi in moto lei ha cominciato a sbuffare, lamentando a voce alta il fastidio di doverci scarrozzare: allora io l'ho convinta a lasciarmi a piedi a metà strada, ed ero veramente dispiaciuta. Perché ha avuto un comportamento contraddittorio con me?

Non abbiamo più il rapporto che c'era una volta e non so il motivo, non mi ha mai dato delle spiegazioni, mi sei rimasto solo tu.

L'altra sera ho sognato che due travestiti orribili volevano entrare in casa mia e rubarmi tutto. Perché ultimamente faccio questi sogni del cazzo con casa mia sullo sfondo?

S'è capito Dj Alladin quello che ho detto?

L'ho conosciuto da poco, mi copre di attenzioni, ma perché ha sempre la testa altrove? Secondo me ha ancora in mente il suo ex, nonostante si ostini a frequentarmi. Mi chiedo perchè ho sempre questo instinto da crocerossina.

Non sapete quanto mi faccia incazzare la gente che non ha le idee chiare, non è consapevole di ciò che desidera o fugge da questa mancanza con chissà quali paure: adoro invece tutti quelli che ci provano sempre, coloro i quali hanno l'istinto di colmare questa mancanza.

Non ho mai aspirato a fare il volontario nella Croce Rossa...odio vedere il sangue...comunque...preferisco vestire i panni di Nonna Papera...