17 febbraio 2008
05 febbraio 2008
Esagerata
Io e lei tanto diversi, separati da tredici anni: lei così mediterranea nell'aspetto, io invece così lombardo; lei é il fuoco, io l'acqua; lei destrorsa, io mancino; lei adora quella scatola luminosa mangiacorrente, io sono discepolo dell'etere radiofonico.
Domenica, ecco la tregua, televisiva e non: una serata insieme, come non succedeva da almeno un decennio, un divano tutto nostro ma soprattutto la libertà di guardare e ascoltare, non la televisione, bensì l'altro.
Forse ci conoscevamo fin troppo bene e pertanto evitammo inconsciamente di "reincontrarci", ma ieri il godimento è stato esagerato, senza che l'uno s'impossessasse della realtà dell'altra.
Avevo dimenticato quanto fosse esageratamente piacevole passare del tempo con lei.
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26 gennaio 2008
La sfida
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18:42
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14 gennaio 2008
Signora vs. signorinella
Una signora è lei, ne sono certo.
Una signorinella è lei, ne sono certo
"Tra Giulia e Susy la più femminile è stata Garrison" (Alessandra Celentano)
"Ruini come Clooney....No goldone? No party" (Luciana Littizzetto)
Blasphemo: Sai M., sono tornato single
Sto ascoltando: Goldfrapp - A&E
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08 gennaio 2008
Anima...le
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01 gennaio 2008
Ore 4.05
La superstrada che taglia le campagne bresciane è quasi deserta, io sono solo nella mia auto e dagli altoparlanti esce a tutto volume un pezzo di Battiato.
Che c'entra Battisti con Battiato? 1, 2 e 3....il tempo esatto per "guidare a fari spenti nella notte"....e per ammirare un cielo terso impreziosito da moltissime stelle.
Dal cavalcavia spunta una luce, quei tre secondi mi sono bastati, riaccendo gli anabaglianti e proseguo la mia marcia da autista diligente...ancor più contento.
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30 dicembre 2007
Com'é triste Venezia....(?!)
Ricordo che da piccolo la visitai coi miei genitori e lasciammo nelle calle oltre al nostro buonumore, soldi, documenti, chiavi di casa e un insignificante marsupio nero: un turista straniero frequentatore di bagni pubblici ringrazierebbe del dono mia madre ancora oggi, se la conoscesse. Ci tornai successivamente un paio di volte in estate, non c'è niente di peggio dell'umidità alle stelle unita al "gradevolissimo profumo" d'acqua stagnante.
Venerdì, l'ennesima gita in laguna: nonostante il freddo cane, il viaggio in treno "sufficientemente" lungo e tutti quei piccioni in Piazza San Marco credo sia stata una giornata veramente gradevole, forse grazie al compagno di viaggio.
Meno triste insomma...ma Venezia lo è poi? Secondo me ho la memoria troppo corta.
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20:01
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27 dicembre 2007
Gesù Bambino
L.: Ciao Blasphemo, ma cosa ti ha portato Gesù Bambino?
B.: Ehm...[...tentativo di connessione con l'età infantile in corso...]...niente...credo non abbia ancora ricevuto la notifica del mio cambio di residenza.
L.: Ah certo, non sa ancora che abiti qui!
B.: Eh...purtroppo no!
In realtà, lo sa, ma non sono stato bravo quest'anno, allora ho rimediato comprandomi la mobile connect card di Vodafone. Adesso sono entrato negli anni 2000. Tié.
A dire il vero Gesù Bambino mi ha già fatto un regalo, ancor prima di Natale.
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15:14
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18 dicembre 2007
Monòpoli o Monopòli?
Non sono un visionario, mi rendo conto di essere fin troppo con i piedi per terra, però m’incazzo veramente quando le persone intaccano quei pochi ideali in cui credo (nulla è eterno tranne la Carrà, ad esempio).
Esiste ancora un ambito lavorativo dove non si facciano giochi di potere? Comincio ad avere dei dubbi, la sensazione è che dilaghi la vera essenza del “democristianismo”, ovvero la vigliaccheria. Brutta bestia.
Non me ne vogliano gli elettori dell’UDC.
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16:29
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16 dicembre 2007
Metti una sera a cena (statistica, veggenza o cretineria?)
Non era la solita cena di fine anno tra amici/colleghi/conoscenti/compagni/etc, bensì una reunion familiare in pompa magna, circa settanta persone presenti; l'evento è stato organizzato in grande stile senza che ci fosse un matrimonio da festeggiare, semmai la scomparsa definitiva degli antenati, ma questo è un altro discorso poiché non è usanza italiana ma americana quella di organizzare banchetti per tali occasioni.
Nel pomeriggio aleggiava nella mia mente la seguente domanda: ma su settanta persone, ci sarà qualcun'altro della parrocchia oltre a me?
Evento delizioso, anche se per tutta la serata ho cercato di scansare le tipiche domande insolenti come "ma la fidanzata?", "quando ti sposi?" "e il battesimo?" alle quali rispondevo con un "è a casa, le donne le preferisco serve", "non mi sposo per scelta" e "io sono già battezzato con rito di Santa Romana Chiesa".
Tornando al quesito precedente la risposta è SI. Un cugino di terzo grado (spero di non aver sbagliato i conti), non conosco il suo nome ma credo di averlo già visto da qualche parte. Memorabile il momento in cui il cugino (di primo grado) che sedeva al mio fianco se n'è uscito con la seguente frase in dialetto bergamasco: ""ma chel chellà, l'è Tisiano Ferro?". Traduzione per gli abitanti di S. Severo in prov. di Foggia: "chi è quel giovane seduto là in fondo che ricorda tanto quel cantante odiato fortemente da Blasphemo e che di nome fa Tiziano Ferro?". Me ne sono stato zitto, ma credo avrei detto qualcosa come "sì è Tiziano Ferro" oppure "No, non lo è ma sembra che lo sia. Del resto, anche Tiziano Ferro non lo è ma sembra che lo sia". Fortunatamente non l'ho fatto, sarei dovuto ricorrere ai disegnini.
"Le donne le preferisco serve", ma chi ci crede a questo mio maschilismo ottocentesco?
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22:00
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06 dicembre 2007
Fermo immagine
Sono riuscito a trovare del tempo per fare un DVD con tutte le mie fotografie digitali: le prime risalgono al 2001, osservo i capelli che vanno e vengono, gli amici che vanno e vengono, i vestiti che vanno (buttati), i sorrisi che vengono. Ci sono persone che fanno parte del presente, altre rappresentano solo ciò che è stato e inevitabilmente un tuffo nel passato fa riaffiorare i ricordi.
Domenica mia sorella mi ha regalato un quadretto, l'ingrandimento di una foto scattata due anni fa in cui figuriamo io e mio nipote: avevo dimenticato questa immagine, forse perché entrambi abbiamo un'espressione insolita anche se presentabile. Ne avrei preferita un'altra, ho una collezione di bellissime foto con lui, ma "a caval donato non si guarda in bocca".
La sera precedente ho cenato in un agriturismo assieme ai miei colleghi di lavoro, uno di questi ha passato tutto il tempo a scattar fotografie. A fine serata, mentre guidavo verso casa, pensavo che non me ne avevano fatte a sufficienza: dov'è finita quella pudicizia adolescenziale, bastano un paio di bicchieri di Barbera ad alterare gli equilibri?
Settimana scorsa qualcuno mi ha chiesto di ricordargli una foto della mia infanzia: la mia descrizione è stata del tutto esauriente, ma quando domenica ho aperto nuovamente l’album mi sono accorto di aver ricostruito una situazione che non è mai esistita, almeno su di una Polaroid. Espressioni sbagliate, sorrisi inaspettati, sguardi totalmente dimenticati. Ciò che traspare però non è in contrasto col ricordo, si nota molto orgoglio ma con qualcosa in più che si chiama tenerezza.
Ecco quindi le mie foto:
- Un ragazzo di spalle sulla spiaggia di Bibione che fissa un'altro ragazzo
- Un ragazzo sovraesposto che occupa l'intera immagine con un ammasso di capelli (della serie, quale componente dei Jackson 5 ti assomiglia di più?)
- Un ragazzo che abbraccia un'altro ragazzo
- Una signora anziana, affaticata perché in piedi da troppo tempo, ma felice di esserlo
- Un'altra signora anziana poco sorridente
- Un ragazzo che tiene in braccio un bambino che ha il suo stesso taglio di capelli
- Un ragazzo divertito che scherza con un suo collega di lavoro
- Un bambino sorridente in sella alla sua motoretta elettrica che fissa la persona che gli è a fianco
Domenica sera ho incontrato un fotografo: nella sua camera oscura, alla flebile luce che dipinge tutto l'ambiente di rosso, egli ha estratto dalla vaschetta contenente liquido di contrasto una fotografia di una semplicità sconvolgente: è un autoscatto in bianco e nero, si vede un sorriso appena accennato, sicuramente imbarazzato ma tanto luminoso. Ho chiesto che questa immagine mi venisse regalata ed egli ha acconsentito.
Adesso mi resta da capire come archiviare su DVD una foto che non esiste nella realtà ma è solo nella mia mente. Dove metto l'USB?
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15:23
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22 novembre 2007
Il lungo sonno del signor Meucci (Pronto, è la Sippe?)
Non ho mai avuto un gran rapporto col telefono fisso, tanto meno quello mobile: quel trillo che ti spaventa/eccita, la preoccupazione/curiosità di rispondere, la delusione/sorpresa nel sentire le parole di chi sta all'altro capo della comunicazione.
Appunto, comunicare.
Questa sera il telefono ha squillato, poco prima che entrassi in doccia. Che nervi. Esco velocemente dal bagno con addosso il solo "vestito delle buone occasioni", dico "pronto" e poi niente. Comunicazione attiva, segnale perfetto, ma totale silenzio.
Sono giorni che mi preoccupo per il mio cellulare, sforzandomi persino di andare oltre il mio ripudio. Non suona più, e non credo sia autolesionismo (perlomeno conscio), bensì qualcosa che ha a che fare con la sordità e il mutismo.
Resta comunque da capire se l'intestatario del 338 in questione abbia superato i 13 mesi di inattività e quindi il gestore abbia rescisso il contratto.
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22:54
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12 novembre 2007
Giro la ruota, Mike
Dopo Madrid sono accadute poche cose, molte altre credo invece di averle evitate io stesso.
Questa lontananza è figlia di una pigrizia mentale (ma non emozionale) e di difficoltà tecniche (quando mai mi deciderò ad attivare internet a casa dimenticando così i call center per cittadini stranieri?).
Vediamo un po' se giocando alla Ruota della Fortuna riesco a comporre una parola.
V di Verona o Vettura La mia automobile, dopo tanti travagli, è tornata nelle mie mani. 730 euri sono volati fuori dal mio portafoglio come niente. Non aggiungo altro, provate solo ad immaginare la mia gioia. V come Veemenza.
R di Roma o Ragazzi Periodo di vacche magre, signora mia, ma funziona sempre così, Blasphemo dopo il periodo della vendemmia va in letargo (io però la devo smettere con il mio solito bacchettonismo autolesionista). R come Rabbia.
C di Como o Collega Domani il mio collega P. consegnerà la lettera di dimissioni al mio capo. Mi spiace che se ne vada, è un gran lavoratore ed una persona molto intelligente ma altrettanto sottovalutata dal vertice aziendale. Non so cosa darei per essere una mosca domattina, forse sto solo attendendo con ansia il mio turno. C come Curiosità.
M di Milano o Malattia Lunedì scorso ero stanchissimo, martedì ero a pezzi, mercoledì ecco arrivare la prima febbre della stagione '07-'08. La solita faringite acuta mi ha bloccato a letto fino a sabato, e come se non bastasse s'è aggiunto un effetto, oltre ai soliti, poco piacevole che inizia per V. Venerdì e sabato ho letto molto, sfogliando nuovamente alcuni miei libri di scuola giusto per ricordarmi cosa volesse dire "fare Informatica" dietro i banchi. M come Malinconia.
S di Savona o Scomparsa Ieri pomeriggio dal mio albero genealogico è caduta una foglia, il vento di questi giorni ha soffiato troppo forte tra i rami (e qui dietro c'è una metaforona, sfido chiunque a capirla): sarei bugiardo se vi dicessi che sentivo un legame speciale, però nutro rispetto verso di lei. Sono tornato al mio paese d'origine anche stasera, pur sapendo che avrei rivisto troppe facce sgradite, ma in questi momenti mi rendo conto che i miei familiari hanno bisogno di me; pensavo che il tempo e gli avvenimenti avessero cambiato le persone, e invece le rughe non riusciranno mai a nascondere quegli atteggiamenti melodrammatici e così artefatti. I mancati attori piangono al telefono annunciando la tragica notizia e un attimo dopo fanno battutine da quattro soldi con i presenti, le malelingue scivolano sul pavimento della sala imbrattando di saliva i tappeti, insudiciando qualsiasi cosa; fortuna però che accanto a quella foglia accartocciata sono sfilate anime silenziose e raccolte nel proprio sentimento, alcune hanno persino regalato sorrisi privi d'ipocrisie e intimamente solidali. S come Sdegno.
E ora compro una vocale.
A di Ancona Eh sì, continuo a pensarci....non ad Ancona, sia chiaro.
VRCMSA. Ma che minchia di parola è uscita? Il solito sconclusionato. Però ho giocato con Mike e, detto tra noi signora mia, so' soddisfazioni.
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23:56
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01 novembre 2007
Tra presente, passato e futuro
A 86 anni dormivo quattro ore a notte
A 62 anni sono andato all'ufficio postale a prendere la pensione
A 52 anni sono stato operato alla prostata
A 46 anni ascoltavo Radio Capital, rientrando però nella fascia d'età dell'ascoltatore medio
A 13 anni mi prenderò la mia prima cotta adolescenziale per una donna
A 6 anni riuscirò a tornare a casa a piedi da scuola da solo a piedi, perdendo volutamente il bus
A 2 anni canterò il ritornello di "Say Say Say" di Michael Jackson e Paul McCartney
E a 26 anni? E che ne so, mica posso prevedere il mio futuro.
Auguri intanto.
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11:38
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31 ottobre 2007
Libro e moschetto...
Nonostante non lo conosca, credo che il disprezzo sia l'elemento alla base del suo personaggio: non credo sia molto stimato, nemmeno lui però sembra aver rispetto per il prossimo o una parte di esso. Sul braccio destro riporta un tatuaggio con la scritta DUX; un mercoledì sera qualsiasi dell'inverso scorso, dopo la mia oretta in vasca me lo ritrovai col suo compare, in doccia, e cominciai ad ascoltare a tratti le loro conversazioni, credo stessero parlando di donne; poi, in tono scherzoso e "sicuramente innocente" il soggetto in questione se ne uscì con una disquisizione a dir poco insolita riferita ad una terza persona:
"eh sì, quel brutto pederasta negro ebreo di merda"
Restai imbambolato con un'espressione da ebete mentre lo shampoo sgorgava a fiotte sulla mia mano. Pensai "chissà cosa direbbe se adesso, preso dalla Malgiolite, uscissi dalla mia doccia scheccando a destra e a manca (anzi no, solo a manca)": poi mi risposi da solo, avrebbe aggiunto "frocio comunista" (comunista per la manca) alla sua precedente affermazione e il risultato sarebbe stato "brutto frocio pederasta comunista negro ebreo di merda". En plein.
Domenica sera lo ribecco, io ero già negli spogliatoi ma lo vedo arrivare da lontano con uno sguardo allibito: controllo se ho addosso qualcosa di fucsia, poi mi accorgo della camicia nera. Che peccato.
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18:02
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21 ottobre 2007
These boots are made for walking
Ti alzi al mattino almeno mezz'ora prima, metti un giubbino più pesante e, per la prima volta da diverso tempo, il berretto: chiudi la porta dietro di te e t'incammini.
Scendi nei vicoli del tuo paesello, in uno di questi in fondo c'è una luce abbagliante e le vai incontro: da quella ringhiera vedi l'altra sponda del fiume ancora immersa nella foschia, il sole basso t'acceca e persino il ponte di colore bianco peggiora la visibilità. Ti fermi qualche istante ad ammirare il risveglio di tutto ciò che ti sta attorno, persino il fiume pare ancora dormiente perché la forte siccità l'ha prosciugato, quasi fermato.
Scendi la scalinata e per una volta tanto non conti gli scalini, le automobili che da lassù sembravano avere colori sfocati ora appaiono più familiari e sicuramente rumorose; attraversi il ponte, ti immergi in altri vicoli ed immediatamente ti ritrovi seduto alla tua solita scrivania.
Il bello è che alla sera fai la stessa cosa al contrario, ma non c'è più quella luce perché il sole è tramontato dietro la collina e anche se lo raggiungessi non ti sembra più lo stesso.
Poi viene il weekend e fare a meno dei tuoi soliti spostamenti, anche legati a piacevoli passatempi, non è così semplice: ti vien persino da ridere quando ti accorgi di essere seduto in un autobus completamente vuoto che ti riporta a casa dopo un'oretta passata in quella piscina del paese a fianco; sembra quasi che tu abbia scambiato il tuo ridicolo paese per una metropoli degna di questo nome.
Oddio...forse lo è.
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10:12
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13 ottobre 2007
Acqua
Sto ascoltando: Air - Space maker
Se avessi una piscina tutta per me vorrei nuotare con questa canzone tutto volume, in modo da poterla sentire persino sott'acqua. Chissà invece che ascolterebbe quello sconosciuto.
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13:21
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12 ottobre 2007
Brain training
Il mio cervello non mi hai mai tradito, ma da qualche mesetto posso tranquillamente ammettere che scordo facilmente alcune cose. Per fare un'esempio, non ricordavo il nome di un ragazzo che incontro talvolta in piscina: ho messo in moto l'astuzia per non fare una figuraccia e, al momento del ritiro della tessera, ho drizzato le antenne mentrepronunciava nome e cognome a voce alta.
Secoli fa, quando andavo ancora a scuola, le date da memorizzare non erano un problema, oggi molti compleanni non mi entrano in testa, faccio affidamento a mezzi tecnologici.
I casi sono quattro:
a. sono invecchiato (meno di un mese ai 26, questo me lo ricordo)
b. quand'ero più ggggiovane, conoscevo poca gente (meno nomi, meno date)
c. è più semplice memorizzare la marca della mia lavatrice ossia Rex piuttosto che il compleanno di Tizio (ma si chiama Tizio poi?)
d. ora ho qualcosa di più importante da tenere a mente (o da dimenticare)
Chissà, forse hanno tutte un fondo di verità, mi chiedo se l'associazione persona/numero possa essere ritenuta tragica.
Ah, però oggi è il 12 Ottobre...Terraaaa!
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22:17
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05 ottobre 2007
Denuncia
Era un po' di tempo che non lo facevo, in macchina mi trovo a mio agio, lascio andare ogni freno inibitorio.
Si inizia pian piano, si segue il ritmo, ci si fa coinvolgere e l'adrenalina sale.
Ecco...
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
(The big Kahuna)
Ieri sera un qualsiasi passante avrebbe potuto udire distintamente il casino provenire dall'abitacolo della mia macchina. Però non vi dico qual'era la colonna sonora. Tié.
Curioso quest'incrocio col sesso. Uhm.
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26 settembre 2007
Wagaboo
Rilke
Questa frase, scritta sul muro della stazione metro di Campo de Las Naciones, l'ho letta dal treno in corsa è m'è parsa immediatamente la migliore rappresentazione in parole della mia vacanza.
Eh già, credo fermamente che la mia patria sia realmente la mia infanzia, ed è attraverso gli occhi di un bambino che io ho ammirato, scrutato e intravisto tutte le mie emozioni riflesse sui muri di una città adulta come Madrid. Ecco cosa intendevo dire alla partenza tramite l'oroscopo di Brezsny: svuotarsi completamente era come diventare piccolo una seconda volta; chi meglio di un bambino è in grado di vivere a fondo tutte le esperienze che la vita gli sottopone in modo spensierato? Un bambino ride, si arrabbia, piange e qualche volta ti fissa a fondo per capire cosa passa per la tua testaccia dura.
Per il viaggio ho riempito fino all'ultimo byte il mio player MP3, involontariamente ho messo anche questo album che mi riporta col pensiero proprio alla mia infanzia (quasi adolescenza): il 1991 fu un anno, come del resto quelli adiacenti, un po' strano ma sicuramente ricco di avvenimenti; questo disco è la mia "patria musicale", è composto da canzoni più o meno conosciute ma tutte suonano come un inno nazionale per me.
Potrei perdermi a raccontarvi cosa ho visto, quali locali mi hanno trascinato nel turbinio della movida madrilena, descrivervi le persone che hanno contribuito a rendere questa ennesima scampagnata una delle più piacevoli, forse la più coinvolgente di tutte quelle fatte finora.
Non lo faccio, sapete il perché?
Perché le immagini della città sbiadiscono nella mente, i divertimenti lentamente si dimenticano per far posto a chissà quali necessità quotidiane, le persone si possono anche perdere di vista. I sentimenti invece no, quelli ti restano dentro, forse perché un po' li conosci già.
Mi ricorderò finché vivrò di questa vacanza: non dimenticherò mai quale immenso dolore mi suscitò il Guernica pur non essendo un critico d'arte, mi lascerò andare con più convinzione ogni volta che rivivrò quella sensazione di piacevole disorientamento suscitatami dalle nottate trascorse nelle fumose discoteche di Chueca; per ultimo mi terrò sempre dentro quelle particolari emozioni che seppe tirarmi fuori una persona sconosciuta ma così simile ad alcune anime gentili che mi stanno accanto da diversi anni.
Sappiate che, solamente oggi, Madrid è stata in grado di farmi vivere in serie:
- Preoccupazione e una rabbia latente, causata da una buona ragione per tornare (che strano incazzarsi per una cosa positiva)
- Una felicità, calda come un abbraccio
- Una gran voglia di piangere, per dar sfogo a quell’amarezza e alla felicità strabordante
- Benessere e sicurezza, rappresentate anche in questo post chilometrico
Ora sono qui in areoporto e aspetto il volo che ha accumulato un ritardo consistente a Milano, vorrei tanto che non arrivi mai.
La patria di quel bambino, almeno per oggi, è in questa città che si trova nell'universo (della sua vita).
Madrid, a presto.
Sto ascoltando: U2 - Ultra Violet (light my way)
alle
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